Casini-Bersani: il vertice dei misteri

Di certo c’è solo l’orario: il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, e il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini, si sono incontrati ieri sera, intorno alle 19,00, in una non ben identificata sala della Camera dei deputati. Il faccia a faccia sarebbe stato convocato a seguito della clamorosa decisione del Pdl di “scaricare” il governo Monti sul decreto Sviluppo al Senato, ma non è escluso che i due abbiano alla fine ceduto alla tentazione di parlare anche d’altro.

La crisi di governo che da ieri si fiuta nell’aria ha spinto Bersani e Casini a incontrarsi tempestivamente per approntare, verosimilmente, una strategia comune nel caso in cui i bellicosi annunci lanciati dal Pdl ai Professori dovessero tradursi in decisioni muscolari. E  sfociare in una conclusione anticipata del mandato affidato da Giorgio Napolitano a Mario Monti.

“Se il Pdl staccherà la spina, come dobbiamo comportarci?”, si saranno probabilmente chiesti i due leader, impegnati in un vertice “blindatissimo” che nessun giornalista è riuscito ieri a penetrare. Il sentore è che nel corso della sua visita al capo dello Stato (fissata per le 10,30 di questa mattina), il segretario del Pdl, Angelino Alfano, possa formalizzare la volontà di “pensionare” i Professori, spianando la strada alle elezioni anticipate.

Uno scenario a cui Bersani e Casini avrebbero ieri prestato particolare attenzione per evitare di farsi trovare “impreparati”. Ma non è tutto: a quasi una settimana di distanza dalla vittoria del democratico alle primarie di centrosinistra, i due potrebbero essere tornati a parlare di alleanze. Il Pd trainato da Bersani si è ufficialmente “promesso” al partito di Nichi Vendola, ma l’incontro di ieri sera potrebbe aver  riaperto qualche spiraglio anche per i centristi.