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Giappone: terremoto 7.3, tsunami di un metro a Miyagi

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Una forte scossa di magnitudo 7.3 si è verificata al largo delle coste giapponesi Nord-Orientali, le stesse colpite drammaticamente nel marzo 2011. Il terremoto è avvenuto ad una profondità di 10 km, quindi piuttosto vicino alla superficie, ma a 240 km dalla costa. Il sisma è  però stato così forte da aver fatto tremare anche la capitale Tokyo. A seguito del terremoto, è stato diramato un’allerta tsunami che poco fa ha colpito  la prefettura di Miyagi, a Nord di Fukushima, la quale ospita la centrale nucleare di Onagawa. L’ondata non ha superato il metro di altezza. La Tokohu Electric Power, che gestisce l’impianto, ha fatto sapere di non aver registrato alcun tipo di anormalità nel funzionamento del reattore. Le autorità hanno comunque bloccato precauzionalmente i tratti della Shinkansen (la ferrovia ad alta velocità) che collegano Tohoku, Joetsu and Nagano.

La costa Nord-Orientale è la stessa che venne devastata nel marzo 2011 dal violentissimo tsunami scatenatosi dopo il terremoto. Le conseguenze furono tremende. La centrale nucleare di Fukushima venne seriamente danneggiata e la fuoriuscita di materiale radioattivo condiziona ancora adesso la vita nella zona. Alcune aree tuttora non sono abitabili, nonostante  il governo giapponese abbia recentemente dichiarato che lo stato di “disastro” sia ora sotto controllo, come riporta l’agenzia Reuters.

Il terremoto odierno nella costa orientale, che inevitabilmente ha riportato alla mente la catastrofe di Fukushima generatasi dal “meltdown” del reattore numero 1, è accaduto in un periodo in cui in Giappone si discute assiduamente della ripartenza di alcune centrali nucleari, ripartenza che potrebbe avvenire da luglio 2013. La NRA (l’Authority per l’energia nucleare), dopo il disastro dell’anno scorso, ha fissato nuovi e più stringenti standard di sicurezza,  pur ancora in una fase di studio. I primi controlli ai reattori nucleari  dovrebbero partire la prossima primavera, in modo da poter inizialre la fase di riapertura dei 48 reattori spenti (su 50 totali), già dall’estate prossima.

photo credit: Zds_ via photopin cc

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