Gli europei del 2020 non avranno una sola patria

Approvata dal Uefa l’dea del suo presidente Michel Platini, che a giugno aveva già avanzato la proposta di organizzare un europeo in diverse città del continente. Non ci sarà quindi una sola nazione ospitante, ma la competizione verrà spalmata su tutto il territorio europeo, con il rischio che il torneo diventi una Champions League per nazionali.

Riunione decisiva – In consiglio a Losanna sono stati tutti d’accordo. Tutti, tranne il turco Senes Erzic, che avrebbe voluto che gli europei venissero giocati nella sua nazione nel 2020. Per il resto i votanti sono stati dalla parte di Platini, anche se in pochi avrebbero scommesso su una decisione così unanime. È stato il segretario del Uefa Gianni Infantino a dichiarare quanto stabilito: “Il torneo del 2020 si svolgerà in giro per il continente e sarà ospitato dalle maggiori città d’Europa.”

Austerità e calcio – Niente più grandi progetti di sviluppo e festeggiamenti nelle strade. La competizione del 2020 potrebbe essere un richiamo alla sobrietà, assomigliando molto più ad una competizione per club, che ad un torneo per squadre nazionali. In un contesto simile, gli interventi economici più urgenti potrebbero cadere unicamente sull’adeguamento delle strutture all’avanguardia già esistenti, cancellando così la possibilità di miglioramento per le realtà meno fortunate. Resta comunque ancora incerto il numero delle città che verranno coinvolte nel progetto, anche se presumibilmente nella lista ci saranno tutte le maggiori capitali europee. Scadono così anche i sogni di candidatura per Azerbaigian e Georgia e quelli di Inghilterra, Scozia e Galles, oltre ai piani della già citata Turchia. Anche se ci saranno molti oppositori a questa scelta, quello del 2020 non sarà solo il torneo del cambiamento, ma sarà anche un evento storico, cadendo nel sessantesimo anno dall’istituzione degli europei.