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Il Pdl molla Monti: le reazioni nei partiti

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La clamorosa mossa del Pdl ha avuto l’effetto di un vero e proprio tsunami politico. In attesa che il segretario Angelino Alfano raggiunga oggi il Quirinale per riferire a Giorgio Napolitano delle intenzioni del suo partito, tutt’intorno è un rincorrersi di voci, sempre più insistenti, che preannunciano l’imminente crisi di governo.

Lo sgambetto allungato ieri al Senato dai pidiellini ai tecnici ha incassato l’unanime “scomunica” degli altri partiti. “La situazione, dal nostro punto di vista, è molto seria e grave – ha commentato il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani – Mi pare evidente che il Pdl sta trasferendo i suoi problemi sul sistema. Noi riteniamo il gesto che si è compiuto oggi (ieri per chi legge, ndr), e che potrebbe ripetersi anche alla Camera, irresponsabile“.

Ancora più severo il giudizio di Pier Ferdinando Casini: “Questa mattina inopinatamente – ha osservato ieri il centrista – il Pdl ha tolto la fiducia al Senato, ogni commento è superfluo. Parlamentari che fino a poche ore prima esprimevano fiducia a Monti si sono piegati a Berlusconi. Le ragioni di questo voltafaccia poco importano”. “Oggi è il momento della dignità – ha continuato Casini – e noi chiediamo ai moderati, perché ve ne sono molti di seri nel Pdl, di farsi sentire”.

Dal sussulto di dignità invocato dal centrista al ricatto adombrato da Di Pietro, il passo è stato breve. “Fino a oggi c’era una maggioranza bulgara – ha osservato il leader dell’Idv – ma oggi l’uso del voto di fiducia da parte del Pdl viene fatto non in funzione di una valutazione politica, ma solo come forma di ricatto per altre ragioni. Quindi, come forza politica che ha fatto opposizione – ha concluso l’ex pm – faccio appello al governo perché non ceda al ricatto del Pdl, vada al Quirinale e presenti le sue dimissioni“.