Morsi non molla, ma intanto in Egitto la situazione precipita

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:22

Il presidente egiziano Mohamed Morsi non sembra particolarmente sorpreso da ciò che accade nelle strade della sua capitale. Alla fine, il bilancio del 5 dicembre è stato di 7 morti e la gente continua a manifestare. Ma Morsi non si arrende. Ha ordinato subito il dispiegamento dei carri armati e di un contingente dell’esercito a difesa del palazzo presidenziale e così, continua al sicuro a trasmettere discorsi al paese.

Pugno di ferro“La minoranza deve accettare il volere della maggioranza.” Si è espresso così, riferendosi alla tutela dei Fratelli Musulmani, la fazione che lo appoggia in queste giornate di guerra civile. Il presidente ha annunciato poi di voler proteggere la libertà di espressione, anche se è una considerazione che stride con le scene di devastazione che arrivano dalle strade del Cairo. Nella giornata del 5 dicembre è morto anche un giornalista del Fagr, proprio uno di quelli che avrebbe dovuto beneficiare delle garanzie presidenziali. Lo stesso giorno, oltre al palazzo di Morsi, anche una sede dei Fratelli Musulmani ha subito la ferocia della folla, che ha dato fuoco all’edificio.

Il gattopardo egiziano – Nulla è cambiato. Morsi non ha intenzione di annullare il voto referendario del 15 dicembre, quando gli egiziani decideranno se accettare le disposizioni della nuova Costituzione, ma è una scelta democratica a metà. Infatti, qualora il voto popolare risultasse negativo, il presidente ha già annunciato la convocazione di una nuova assemblea per redigere un’altra Costituzione. Così, finché non passeranno i precetti imposti dall’alto si continuerà a dettare legge, manifestare e morire. Intanto continuano anche le defezioni. Dopo gli adii seguiti all’ultima manifestazione, per protesta contro il carattere repressivo del governo, anche il copto Rafik Hahib, numero due del partito Giustizia e libertà, ha deciso di lasciare la politica e nel frattempo il presidente della televisione di stato Essam el Amir ha comunicato di voler fare lo stesso.

In piazza, ancora, ad oltranza – Il leader dell’opposizione el Baradei ha annunciato che nonostante tutto le manifestazioni continueranno e ne ha già convocata una per oggi. “Il discorso di Mohamed Morsi e gli incidenti avvenuti davanti a palazzo presidenziale chiudono la porta a ogni dialogo”