Pdl: Berlusconi manda le primarie in soffitta

Tanto rumore per nulla. Alle fantomatiche primarie del Pdl è toccato in sorte l’epilogo più impietoso: quello della “sconvocazione” repentina e irreversibile. A darne comunicazione ieri è stato il segretario Angelino Alfano che, confermando il rientro in pista di Silvio Berlusconi, ha sottolineato l’inutilità di indire delle competizioni volte a “incoronare” un successore non più richiesto.

“Anche oggi Berlusconi mi ha espresso la volontà di tornare in campo da protagonista – ha dichiarato ieri l’ex Guardasigilli – E’ lui il detentore del titolo”. “Le primarie erano state indette per la successione, ma essendoci lui in campo – ha chiarito il segretario del Pdl – non ha senso farle”.

L’ufficializzazione della ricandidatura dell’ex premier non poteva non provocare “scossoni”. Anche e soprattutto all’interno del suo partito. E se Guido Crosetto, tra i candidati delle primarie revocate, ha reagito ieri con grande imbarazzo in diretta tv su Omnibus lasciando lo studio e salmodiando di non essere in grado di dire niente “perché questo è il momento delle riflessioni e delle valutazioni“, a non usare mezzi termini è stata invece Giorgia Meloni.

L’ex ministro della Gioventù, che si è battuta con tutte le sue forze per le primarie, ha affidato a twitter la sua delusione: “Considero la ricandidatura di Berlusconi un errore –  ha tagliato corto – In ogni caso, decisioni come questa, vanno discusse e prese negli organi competenti”. Il Capo non sembra più godere dell’unanime sostegno dei suoi.