Camera: Barbato, ABC e il cuscino volante

A farsi interprete della grande tensione che si è respirata ieri nell’Aula di Montecitorio è stato il deputato dipietrista, Franco Barbato. Avvezzo alle polemiche e alle provocazioni (tempo fa non rinunciò a portare con sé alla Camera un maleodorante sacchetto dell’immondizia per denunciare la scandalosa gestione dei rifiuti a Napoli), l’esponente dell’Idv si è lasciato andare a un nuovo exploit verbale, che ha insolentito per primi i suoi compagni di partito.

La sua impietosa condanna del trio parlamentare “ABC” (Alfano, Bersani, Casini) ha fatto perdere la pazienza a qualche deputato che sedeva in uno scranno superiore al suo, che ha (ben)pensato di destinargli un cuscino. Ma a stoppare il focoso intervento di Barbato è stato il presidente della Camera, Gianfranco Fini, che gli ha tolto la parola redarguendolo per il linguaggio usato.

Ma cosa ha provocato una reazione tanto risentita? Intervenendo alla discussione sul provvedimento taglia costi della casta: “Siete voi gli incandidabili di questo Paese – ha urlato il dipietrista con i due indici ben puntati verso i due lati dell’emiciclo – voi che avete fatto delle leggi per la casta. Incandidabile è il trio ABC, che ha fatto le leggi magna-Italia – ha rincarato Barbato – E’ incandidabile Alfano, è incandidabile Bersani, è incandidabile Casini perché voi siete i responsabili di questo disastro”.

Parole che hanno scatenato il putiferio in Aula, con gli stessi esponenti dell’Idv impegnati a evitare che Barbato completasse il suo discorso. Ma neanche il cuscino di velluto rosso volato dagli scranni superiori ha avuto la meglio sull’incontenibile verve del deputato che è stato “silenziato” solo dal presidente della Camera. L’imbarazzo tra gli onorevoli dipietristi (già marcatamente isolati in Parlamento) è stato grande, tanto che, a fine seduta, il capogruppo, Antonio Borghesi, ha sentito il bisogno di sottolineare la “totale dissociazione” del partito dalle parole pronunciate da Barbato.