Eurograbber, rubati 36 milioni di euro su conti europei

Sarebbe partito dall’Italia l’attacco informatico di giovedì, denominato Eurograbber, durante il quale sono stati rubati 36 milioni di euro ad oltre 30 mila conti bancari europei, di proprietà sia di privati che di aziende. Rimane ancora sconosciuta l’identità dei cracker che hanno compiuto la rapina e intanto torna alla luce il problema della sicurezza informatica, visto l’aumento vertiginoso delle carte di credito prepagate e non e del numero dei conti bancari.

I nuovi ladriL’operazione chirurgica sarebbe partita dall’Italia e secondo le prime indagini i ladri avrebbero utilizzato sia computer che smartphone. Una combinazione letale, che ha potuto aggirare i sistemi di autenticazione a doppio fattore che negli ultimi mesi si sono diffusi in tutti gli istituti bancari. Grazie a questo sistema, per compiere operazioni con il proprio conto è necessario anche un codice che viene inviato tramite sms dalla banca. Un espediente inutile in questa situazione, perché i ladri hanno agito su tutte le piattaforme. Con l’appoggio di un toolkit di nome Zeus, tenevano sotto controllo l’attività dell’utente su internet tramite malware e in tanto con lo smartphone venivano intercettati i messaggi di testo contenenti i codici utili all’accesso del conto a cui erano collegati. Il metodo per “contattare” le vittime era semplice: una e-mail o un sms contenenti link da cliccare, che innescavano poi il controllo da parte degli ideatori della truffa. In questo modo sono riusciti a fare uscire dai 30 mila conti intercettati somme comprese tra 250 e 500 mila euro, in base alla disponibilità.

Una situazione fragile – In questo momento stanno proseguendo le indagini, a cui stanno partecipando anche gli esperti delle società di sicurezza Check Point Software e Versate. Torna così scoperto un argomento che sta acquisendo sempre più importanza, soprattutto nel nostro paese. Infatti, secondo Cpp, in Italia circolerebbe il 50% di tutte le carte prepagate europee, mentre secondo un’altra indagine è risultato che il 9% degli italiani afferma di avere subito una frode collegata a Internet negli ultimi 5 anni.