Quando i treni incominciano ad andare da soli

Sotto esame un nuovo sistema che permetterebbe di accumulare energia grazie al moto dei treni. Forse è ancora lontano il momento in cui potrà essere annunciato che potremo spostarci senza alcun consumo, ma intanto al dipartimento di Ingegneria Meccanica della Stony Brook University di New York stanno lavorando in questa direzione.

L’ideaIl progetto ha preso spunto dal sistema KERS nella Formula uno, che recupera l’energia meccanica durante la frenata, per poi restituirla in fase d’accelerazione. Studiando il funzionamento di questo congegno, il professor Lei Zuo, in collaborazione con gli studenti Gopinath Reddy Penamalli, Teng Lin e John Wang, è riuscito a costruire un modello in grado di sfruttare in modo simile il moto dei treni. Il dispositivo in questione viene posizionato direttamente sui binari e sfrutta l’oscillazione provocata dai convogli. Al passaggio di un treno, infatti, la forma originaria dei binari viene modificata costantemente e si crea una flessione verticale e un successivo riallineamento, che li riporta al loro stato originario. È in questa fase che viene catturata l’energia meccanica, che grazie a questo spostamento si trasforma in energia elettrica, utilizzabile in molti modi diversi.

Sfruttamento intelligente – Si potrebbe trasferire direttamente alla rete elettrica nazionale, come molto spesso accade con l’energia in eccesso negli impianti fotovoltaici, o applicarla direttamente ai circuiti ferroviari. I test che stanno studiando l’efficenza del dispositivo in questione sono applicati proprio a questo contesto. I treni producono energia per attivare semafori, scambi e altri dispositivi di importanza secondaria, anche se un giorno il miglioramento della tecnologia potrebbe portare a risultati molto più interessanti. Il professor Zuo ha calcolato che se attualmente il dispositivo venisse provato sulla sola rete dello stato di New York, si risparmierebbero 10 milioni di dollari di energia elettrica, evitando anche l’emissione di 3 mila tonnellate di anidride carbonica. Considerando che gli Stati Uniti sono il paese con la maggiore estensione ferroviaria al mondo, con 226,612 km di percorsi, il risparmio totale sarebbe di una certa importanza. Anche in Europa si potrebbe concludere un affare, perché nel vecchio continente corrono ben 209,895 km di strade ferrate.