Trattativa: Mancino replica alla Borsellino

All’attacco frontale sferzato contro di lui da Agnese Borsellino, l’ex ministro dell’Interno, Nicola Mancino, ha scelto di replicare ieri con una nota. Nella quale ha sostanzialmente ribadito quanto dichiarato più volte, ovvero la sua totale estraneità ai fatti che, secondo le ricostruzioni investigative, avrebbero spianato la strada a una trattativa tra Stato e mafia tesa a fermare le stragi degli anni ’90.

“Alla signora Borsellino, che ho sempre rispettato – ha esordito Mancino – ho buoni e doverosi motivi per affermare che io non sono stato spregiudicato nel coinvolgere nelle indagini sulla cosiddetta trattativa il capo dello Stato, che ho sempre stimato per la sua alta funzione e con il quale ho avuto modo di conservare, collaborando, stima, rispetto, amicizia e devozione”.

“Della presunta trattativa ai tempi delle stragi non ho mai saputo niente – ha rimarcato l’ex presidente della Camera – e, perciò, non ho avuto nessun ruolo. La verità su quella di via D’Amelio si deve cercare e non si può inventare ed io, per quello che so e non per quello che si pretende io debba sapere – ha concluso Mancino – ho sempre assicurato la più puntuale collaborazione”.

La nota, diffusa nella giornata di ieri, è stato lo strumento attraverso cui Mancino, chiamato pesantemente in causa dalla vedova del giudice Borsellino, ha cercato di allontanare da sé le ombre su un suo presunto coinvolgimento nelle “contrattazioni” con Cosa Nostra. Il filo diretto stabilito col Quirinale (su cui si è scatenato un vero e proprio braccio di ferro istituzionale) ha dato il là ad accese polemiche e ha incoraggiato i detrattori di Mancino (tra cui Agnese Borsellino) a ipotizzare che l’ex ministro abbia tentato, in ogni modo, di “schermare” il suo protagonismo nella trattativa.