Parlamentarie a Cinque Stelle: le polemiche fanno parte della Democrazia

Davvero strano che un esperimento del tutto nuovo abbia suscitato polemiche. Si avrà pur il diritto di obiettare, o no? Le Parlamentarie del Movimento Cinque Stelle, stando al Megafono Grillo, sono state un successo.  E andando a vedere i fatti non è facilissimo dar torto al comico genovese. Nessuno si è mosso da casa per votare, è basatato un computer. Le regole erano chiare prima del voto e quindi per partecipare (salvo casi ed eventuali erorri vari che però fanno parte del mondo in cui viviamo), bastava “adattarsi” alle suddette regole. In ogni caso, c’è stato chi si è lamentato e anche un bel po’. Evviva la Democrazia,  verrebbe da dire.

Lavori in corso. Decine di migliaia di persone hanno preso parte ad un esperimento nuovo sia per concezione che per realizzazione, il quale,  forse è riuscito bene, forse invece è stato traviato da qualche pecca. E allora?  Che ci sarà mai di strano se al primo colpo non tutto è riuscito perfettamente? Che ci sarà mai di strano se invece tutto è riuscito perfettamente e qualcuno si è lamentato lo stesso? Lasciamo che si lamenti. Ci mancherebbe pure che gli fosse vietato di farlo. Ed infatti la “dirigenza” del Movimento, se mai si possa chiamare (o voglia essere chiamata) così, si è (almeno per ora) ben guardata dall’assumere un atteggiamento di scontro. Certo, si è difesa ma, anche a lei, lasciamoglielo fare, no? Potra pur sostenere le sue ragioni, contrastando l’idea del “flop” associata da parte della stampa alle Parlamentarie.

I candidati alle Parlamentarie erano 1400; quelli alle primarie del PD (vinte da Bersani), cinque, mentre in casa Pdl, i potenziali partecipanti alle “annullate” dal ritorno in capo del Cavaliere, undici, almeno inizialmente. E’ facile comprendere come anche la sola natura delle votazioni volute  in quel modo da Grillo ben poco si presti a paragoni e somiglianze.  Hanno votato in 95.000, pochi? E va bene, la prossima volta magari saranno di più. Insomma, i Cinque Stelle, in qualunque modo li si voglia vedere, si muovono per vie differenti rispetto a quelle percorse dalla cosiddetta politica tradizionale. Azioni nuove necessariamente generano situazioni nuove e quindi critiche (vecchie e nuove). Appunto, viva la Democrazia.