Berlusconi, Alfano e il delirio d’onnipotenza

ULTIMO AGGIORNAMENTO 8:19

Comunque la si voglia pensare, il rientro in campo di Silvio Berlusconi rappresenta l’inconfutabile prova della mancanza di modestia del Cavaliere. Che, dall’alto della sua esperienza, torna ad auto-celebrarsi  e a indicarsi come l’unico “conductor” da seguire. “Non abbiamo trovato un nuovo Berlusconi del ’94 – ha spiegato pochi giorni fa ai cronisti – e quindi ho deciso di tornare”.

In attesa di comprendere se il Cavaliere sia solo “malconsigliato” o consideri realmente indispensabile la sua permanenza sulla scena politica italiana, non resta che registrare il tracollo delle “quotazioni” politiche del suo “delfino”: quell’Angelino Alfano a cui Berlusconi ha concesso di rappresentare il partito, ma non di candidarsi a guidare il Paese.

In principio fu la mancanza del “quid” che, secondo le cronache giornalistiche, l’ex presidente del Consiglio avrebbe indicato come il motivo per cui non considerava prudente lasciare tutto in eredità ad Alfano. Parole che Silvio Berlusconi si affrettò a smentire, ma che hanno instillato in tanti il sospetto che il Cavaliere non abbia mai tenuto in grande considerazione il suo “pupillo”. O abbia, quanto meno, nutrito dei dubbi sulle sue capacità di comando.

Per quanto, a favore di telecamere, il Cavaliere abbia sempre elogiato il segretario del Pdl. Come ha fatto anche ieri sera, quando, intercettato all’uscita di una pizzeria milanese, ha ribadito: “Angelino Alfano è un fuoriclasse ed è in ticket con me”. Un “fuoriclasse” a cui Berlusconi non ha mai voluto affidare completamente il partito né tanto meno candidare come futuro premier. Il motivo? Ufficialmente la mancanza di esperienza che, secondo il Cavaliere, rappresenta un requisito irrinunciabile per chi vuole proporsi alla guida del Paese.

“Ho alle mie spalle quasi vent’anni di leadership, dieci anni di governo e poi una carriera imprenditoriale che mi porta ad essere considerato dagli italiani un conductor di cui fidarsi “, ha ricordato ieri sera l’ex premierUn curriculum che l’ex Guardasigilli non può ancora vantare. Ci eravamo dati una nuova dirigenza con il fantastico Angelino Alfano – ha spiegato ancora qualche giorno fa Berlusconi – ma ci vuole tempo per imporsi come leader”. Insomma, Angelino è “fantastico”, è un “fuoriclasse”, ma non è ancora pronto.