Gabriele Muccino criticato dalla spietata America

E’ uno dei pochi registi che ha portato il vessillo del cinema italiano ad Hollywood, eppure stavolta qualcosa sembra essere andato storto… Reduce dei due successi “La ricerca della felicità” nel 2006 e “Sette Anime” nel 2008, il regista italiano ha tentato il suo “ non c’è due senza tre” con il terzo film americano “Playing for Keep”, dal titolo italiano “Quello che so sull’amore”. In Italia l’uscita nelle sale è prevista per il 10 gennaio, mentre nel botteghino americano il film ha fatto la sua comparsa il 7 dicembre. Peccato però che nel suo primo giorno di programmazione abbia incassato soltanto 2 milioni di dollari, non molti se paragonati agli incassi record del primo film americano con Will Smith.

Poco apprezzato dal pubblico, “Quello che so sull’amore” è stato pesantemente criticato dalla stampa americana. Per l’autorevole voce del Times, “un film che non c’è alcuna ragione di vedere, a meno che non vogliate fare sesso con Gerard Butler”. Insomma un’America spietata, che non ha caldamente accolto l’ultima fatica del regista romano e che si è rivelata ostile nei retroscena hollywoodiani: “Succede che sono venuto qui a fare il gladiatore e non ero attrezzato. Con Will Smith era una passeggiata, mi lasciava libero di girare come volevo. Qui ho capito che cos’è davvero Hollywood, un’industria spietata dove la gente racconta balle dalla mattina alla sera. Contano solo i grafici, i test, il marketing, il profitto“- ha dichiarato Gabriele Muccino in un’intervista a Repubblica.

Appare immotivato l’insuccesso del film di Muccino dinanzi all’eccezionale cast, composto da Gerard Butler, Jessica Biel, Dennis Quaid, Uma Thurman e Catherine Zeta-Jones. Ciò che, secondo il regista italiano, ha penalizzato il suo “Quello che so dello’amore” non è stata la trama, bensì il fatto che per questioni di marketing sia stato inserito nel genere predefinito della “commedia sentimentale”, con tutti gli snodi banali e le situazioni viste e riviste che questo comporta. Sette anni a Los Angeles, trenta chili in più, tre film girati con i più grandi artisti hollywoodiani: questo il bilancio che Gabriele Muccino fa della sua vita in America, anche se non manca di sottolineare che “forse era più sereno quando aveva di meno”….
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