Grillo all’attacco di Monti: Lui come Don Abbondio

Un’occasione sprecata: per Beppe Grillo, l’esperienza di governo di Mario Monti che si prepara a congedarsi anticipatamente da Palazzo Chigi è stata essenzialmente questa. In un post pubblicato ieri sul suo blog, l’animatore del Movimento 5 Stelle ha preso in prestito la famosa battuta pronunciata da Alberto Sordi nel “Marchese del Grillo” per rimarcare la distanza tra i tecnici (e i politici) e il popolo.

S’intitola “Noi siamo noi e voi non siete un cazzo” l’intervento postato ieri dall’ex comico genovese, che ha voluto riportare l’attenzione sulla famosa foto scattata qualche mese fa a Palazzo Chigi durante uno dei vertici tra il premier e i leader della “strana maggioranza”. “L’immagine del montismo che rimarrà nella memoria degli italiani – ha scritto Grillo – sarà la foto pubblicata su twitter con Casini, Bersani e Alfano seduti nelle poltrone di velluto di palazzo Chigi, sorridenti a sorseggiare il tè, con Monti allampanato e orgoglioso alle loro spalle. ‘Guardateci’, sembravano dire ‘Noi siamo noi e voi non siete un cazzo'”.

“La partecipazione popolare alle decisioni fondamentali della Nazione – ha continuato il “megafono” del Movimento 5 Stelle – è stata buttata nel cesso dai partiti prima e dai tecnici poi. La volontà degli italiani è diventata una variabile indipendente dalle logiche del Sistema. Disprezzata con la parola populismo”. Di più: “Monti, quando ne aveva la possibilità – ha rincarato il blogger – non si è rivolto ai cittadini, all’opinione pubblica per liberarsi dalla tutela dei partiti. Ha dimostrato il coraggio di Don Abbondio. E ora ne paga le conseguenze”.

Scelte infelici e miopi che, secondo Grillo, hanno spianato la strada alla disfatta attuale: “L’annus horribilis di Monti lascia dietro di sé sciagurate conseguenze – ha sottolineato l’ideatore del Movimento 5 Stelle – Un Paese allo stremo e nessun problema strutturale, istituzionale, industriale, elettorale, sociale minimamente risolto. Macerie. Un vuoto dove si inseriranno come salvatori i responsabili dello sfascio del Paese”.