Israele potrebbe fermare la bomba atomica di Teheran entro il 2013

Almeno questo è il nefasto presagio, perché ciò implicherebbe lo scoppio di ulteriori violenze nel teatro mediorientale. “L’Iran si sta sempre più avvicinando ad essere in grado di costruire una bomba nucleare e il problema dovrà essere affrontato nel 2013.” Ha detto oggi il primo ministri israeliano, Benjamin Netanyahu. Sempre più vicino alla rielezione, che verra decisa dopo le votazioni del 22 dicembre, il leader del Likud è pronto a compiere da solo il passo più pesante.

Prima che sia troppo tardi – Se Teheran dovesse infatti riuscire a completare la sua bomba atomica, la sicurezza di Israele verrebbe messa immediatamente a rischio. Un pericolo nuovo, che il piccolo stato non ha mai dovuto affrontare, per questo sarebbe necessario un attacco preventivo. Netanyahu sembra a proposito piuttosto sicuro circa la strada da intraprendere. “Ho detto chiaramente che una volta che l’Iran abbia attraversato la soglia dell’arricchimento, le possibilità effettive per noi di fermare il programma di armamento iraniano sarebbero ridotte drasticamente.” Per questo una delle aviazioni più forti al mondo potrebbe essere impiegata contro quella che invece è una delle difese più sofisticate del mondo, costruita attorno ai siti dove sarebbe in preparazione la famigerata bomba.

Dietro le quinte – Da Teheran, comunque il governo continua a insistere che l’uranio in loro possesso verrà impiegato solo per scopi pacifici. Nonostante le rassicurazioni, però, perdurano anche le sanzioni da parte degli Stati Uniti e dell’Unione Europea, un elemento che sta consumando i rapporti con l’occidente in un paese sprofondato in una pesante crisi economica. Inoltre dall’Iran non sono mai cadute le accuse lanciate a Israele e agli altri governi occidentali per il presunto omicidio di uno scienziato al lavoro nel programma atomico iraniano. Nel 2010 Majid Shahriari è stato ucciso da una bomba piazzata da un motociclista sulla sua auto, mentre il collega Fereydoun Abbasi-Davani è rimasto ferito lo stesso giorno in un attacco simile. Secondo un libro pubblicato all’inizio di quest’anno, dal titolo “Spies against armageddon”, ad uccidere Shahariari sarebbe stata un’unità speciale chiamata Kydon o Bayonet, che opererebbe all’interno del Mossad, il servizio segreto israeliano. Ma è solo una parte di una storia sconosciuta, che racconta di una dura guerra che si starebbe combattendo alle spalle della costruzione della bomba iraniana, soprattutto a Vienna, dove ha sede l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (IAEA). Qui, secondo fonti diplomatiche, ci sarebbero numerosi agenti del Mossad e dei servizi segreti iraniani, inviati per raccogliere e infangare informazioni sull’avanzamento del programma atomico iraniano. Insomma un attacco all’Iran è certamente possibile. Ora resta solo da vedere come andranno le elezioni israeliane e quanta paura avrà il suo prossimo leader.