Berlusconi: “Che ci importa dello spread”. Monti: “Attenti al populismo”

Dopo l’annuncio delle dimissioni del premier Monti e la chiusura anticipata della legislatura, la borsa va giù del 2,2% e lo spread sale a 352 punti. “Ma che ci importa dello spread, è un imbroglio” afferma Berlusconi. Per l’ex leader del Pdl la crisi economica è un illusione, i ristoranti sono ancora affollati e con Monti l’economia è solo peggiorata. Finalmente tornerà il “glorioso simbolo di Forza Italia alle prossime elezioni”.

 Quello che pensa l’Unione Europea e gli investitori è ormai chiaro: non c’è fiducia nel prossimo governo e si teme che l’Italia abbandoni gli impegni presi e le riforme. E mentre la stampa internazionale giudica il ritorno di Berlusconi come “un pericolo per il Belpaese e per l’Europa”, lui si definisce offeso e accusa i media internazionali di aver messo in atto “ingerenze dirette a indebolire le aziende italiane”.

 La campagna elettorale intanto è già iniziata. Si crede che si potrebbe votare già il prossimo 17 o 24 febbraio. Intanto Monti, costretto a dimettersi, afferma: “In questo momento tutti i miei sforzi sono concentrati su ciò che resta da fare”, cioè rassicurare i mercati. Monti si dice sicuro che dopo la fine della legislatura seguirà un governo responsabile e in linea con la Ue. Mette quindi in guardia dal Pdl, bersaglio implicito quando mette in guardia gli italiani da “derive populiste” ricordando agli investitori che “i cittadini non sono sciocchi” e non crederanno “a promesse illusorie e irreali”.