Il degrado delle ferrovie italiane: ecco le peggiori

Lavori e aperture in pompa magna sono la vetrina che spesso ci viene proposta delle ferrovie italiane. Le stazioni di Milano Centrale e Roma Termini sono state rinnovate, mentre a Torino, Reggio Emilia, Firenze, Napoli, Bologna e nella capitale vengono inaugurati i grandi progetti dell’alta velocità. In effetti sembra proprio un bel vedere, con volte di cristallo e scaloni di marmo lucidati. Ma la situazione è davvero questa?

Mentre nel paese sfrecciano i nuovi treni Frecciarossa, i milioni di pendolari che sono costretti a viaggiare sulla rete regionale e costituiscono gran parte dei viaggiatori risentono del degrado delle nostre ferrovie. Nell’ultimo anno sono infatti state diminuite le corse ed è aumentato il prezzo del biglietto. Tra il 2010 e il 2012 sono stati ridotti del 22% i fondi stanziati alle ferrovie rispetto al triennio 2007-2009. In Campania ci sono stati tagli per addirittura il 90% sul totale sulla rete Napoli-Avellino, il 40% sulla Circumvesuviana. Se la cavano meglio la Puglia, con una riduzione degli investimenti del 15% e Abruzzo, Liguria, Calabria e il resto della Campania, con un meno 10%. Ritardi cronici, problemi continui, sporcizia e scarso controllo sembrano quindi giustificati e continueranno a fare da cornice ai viaggi regionali.

Le peggiori, il rapporto Legambiente – In questi giorni Legambiente ha stilato “Pendolaria”, un rapporto sulle situazioni peggiori di questo contesto allarmante. Tra le linee che si aggiudicano la maglia nera c’è la già menzionata Circumvesuviana del golfo di Napoli, con i suoi 105 mila pendolari, quindi l’antiquata Roma-Viterbo che gestisce un numero simile di utenti. Si prosegue poi con alcune tratte soppresse. In Piemonte sono ben 11, tra le quali la Pinerolo-Torre Pellice. Sulla Genova Voltri-Genova Nervi si viaggia ad una velocità media di 25 km/h, sulla Padova-Venezia Mestre è difficile trovare un posto a sedere (come in molte altre linee di collegamento alle grandi città). Sulla Viareggio-Firenze chiuderanno ben sette stazioni. La Stradella-Milano viene invece percorsa senza luce e riscaldamento (altro problema facilmente riscontrabile su molti treni) e da Palermo a Messina ci vogliono 4 ore per coprire 225 km. Infine sulla Bologna-Ravenna e la Potenza-Salerno si verificano numerosi disservizi e sulla seconda i convogli vengono spesso soppressi.