Udinese, il tifoso solitario di Genova: “Perché questo clamore?”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 21:21

Perché questo clamore?“. Arrigo Brovedani, l’unico tifoso dell’Udinese che ieri sera ha seguito Di Natale e soci in quel di Genova, non riesce a spiegarsi l’attenzione mediatica che lo sta circondando. Perché lui, Arrigo, non è un ultras. E’ un onesto lavoratore che per guadagnarsi da vivere vende il vino del Friuli, la sua regione. E, per farlo, gira tutta l’Italia. Ieri si trovava in Liguria e non ha perso l’occasione per fare un salto allo stadio Ferraris, dove la “sua” Udinese era di scena sul campo della Sampdoria. Il suo lavoro gli ha permesso di assistere a tantissime partite, ma mai aveva vissuto un’esperienza come quella di Marassi.

Tribuna? No grazie – “Di trasferte a Genova ne ho fatte veramente tante. E quando eravamo in tanti a tifare Udinese, non superavamo le 50 persone“, spiega Brovedani a Panorama.it. La scelta della Lega, che ha posticipato la partita contro la Samp, ha fatto crollare il numero di spettatori friulani. Ma una situazione come quella di ieri non era ipotizzabile: “Avevo capito che il lunedì ci sarebbe stato qualche problema, ma ero convinto che almeno fossimo in 5-6“. Invece si è ritrovato da solo, e alla fine non è andata così male: “Mi hanno offerto il caffè, da mangiare, mi hanno regalato pure la maglia della Samp e poi i tifosi blucerchiati mi hanno applaudito. Davvero, è stato molto piacevole“. Gli steward del Ferraris hanno provato a farlo spostare, ma Arrigo ha detto no: “Mi hanno proposto di seguire la partita della tribuna, ma io declinato l’invito, volevo esporre il mio vessillo, altro che storie“.

La chiamata della tv – Al termine della partita, sono arrivate le attenzioni di stampa e tv: “Mi ha chiamato addirittura La7 per chiedermi di andare a Milano in trasmissione“. Brovedani ha preferito dire no: “Faccio un lavoro abbastanza seriotto, io. Potrebbero pensare che invece di lavorare vado a vedere le partite e non è così“. Per un tipo schivo come lui, il clamore è stato davvero troppo: “Non mi piace stare al centro dell’attenzione e non sono un esibizionista. Quello che ho fatto per l’Udinese l’avrei fatto per qualsiasi altro atleta della mia regione“, spiega. Nel cuore di Arrigo non c’è solo il pallone, ma tutto il mondo dello sport friulano: “Hockey, basket, sci di fondo o calcio, per me è lo stesso. Ho un grandissimo senso di appartenenza per la regione, la mia terra“.