Alzheimer: sentirsi soli duplica il rischio

In tardà età, sentirsi soli può incrementare seriamente il rischio di rimanere vittime del morbo di Alzheimer. Una ricerca olandese ha messo in correlazione il sentimento della solitudine (non necessariamente indotto da una reale condizione di abbandono), con la perdita di memoria e  con la decadenza delle funzioni mentali, oltre che con il morbo di Alzheimer. In tre anni di monitoraggio chi ha sviluppato una sensazione di solitudine avrebbe riportato un rischio più che doppio nello sviluppare problemi legati alle performance del cervello.  Lo studio dell’Amstel ha preso in considerazione fattori di rischio come la depressione e la demenza, su un campione di 2000 persone (uomini e donne) di età superiore ai 65 anni.

La ricerca olandese ha preso in considerazione anche la condizione di salute fisica e mentale degli appartenenti al campione, allo scopo di verificare l’incidenza della sensazione di solitudine, risultata in ogni caso del 64%. Interessante il risultato per il quale  il fatto di vivere soli non sembra aver avuto  una qualche rilevanza sul rischio di rimanere vittima dell’Alzheimer o di altre patologie mentali.  Il 46% del campione infatti, ad inizio ricerca ha dichiarato di vivere solo (per diversi motivi). Ma solo uno su cinque, tra questi, ha sviluppato una sensazione di solitutine. Il che condurrebbe alla conclusione la drammatica sensazione della solitudine possa essere provata anche se si vive sotto lo stesso tetto con altre persone e che, al contrario, condurre una vita solitaria per scelta, ma anche per necessità, non per forza induca sviluppare sentimenti di quel tipo.

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