21 dicembre, fine del mondo: I Maya non c’entrano nulla

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21 dicembre 2012, profezia Maya – I giorni che ci separano dal tanto “atteso” 21 dicembre, data che segnerebbe la fine del mondo, diventano sempre meno e diventano sempre più numerose, invece, le nuove bufale su catastrofi che porteranno alla distruzione del Pianeta Terra. Si va dall’asteroide Nibiru al video di ‘Gangnam Style’. Nonostante le rassicurazioni anche da parte della Nasa, nonostante anche Andrea Proietti, l’apocalittico italiano, non creda a nessuna profezia in merito al 21 dicembre, c’è tanta gente in tutto il mondo, angosciata da tutte queste notizie. Ecco, quindi, che interviene Massimo Della Valle, direttore dell’Osservatorio Astronomico di Capodimonte, per difendere il popolo Maya che, a quanto pare, non c’entrerebbe nulla con questa “profezia”.
“I Maya con questa presunta profezia non c’entrano nulla, qualcuno li ha tirati in ballo in cattiva fede per specularci o per manie di protagonismo”.
Come si è già affermato più volte, il 21 dicembre 2012 rappresenta nel calendario Maya “la fine di un ciclo e l’inizio di un altro, il che non vuol dire fine del mondo” – sottolinea Della Valle. “Quello che indica il calendario Maya – continua – è analogo ai nostri passaggi da un millennio a un altro, che non hanno mai portato nessuna catastrofe”.

Il calendario MayaIl tempo, per i Maya, era scandito in base al numero 20 (il numero delle dita delle mani e dei piedi) e ai suoi multipli. Ogni mese, quindi, era composto da 20 giorni e dopo il mese, c’era l’anno Tun, fatto da 360 giorni. E dopo l’anno, c’era il K’Atun, l’equivalente di 20 Tun (7.200 giorni) e dopo il K’Atun c’era il B’ak’Tun  (144.000 giorni). “Secondo i Maya, – afferna Della Valle – il mondo è iniziato in un momento che corrisponde al nostro 11 agosto 3.114 a.C. Se contiamo da questa data in cui è iniziato il mondo, fino al 21 dicembre 2012 abbiamo 1.872.260 giorni che diviso per 144.000 giorni (ossia per un B’ak’tun) fa 13″. Questo significa che il 21 dicembre 2012 finisce il tredicesimo B’ak’tun e, semplicemente, inizia il quattordicesimo: “E’ semplicemente la fine di un’era e l’inizio di un’altra, ma tali cambiamenti avevano anche significati positivi” – conclude il direttore dell’Osservatorio Astronomico.