De Magistris e Ingroia: al via il Movimento Arancione

ULTIMO AGGIORNAMENTO 8:31

L’appuntamento fissato ieri sera al Teatro Eliseo di Roma non sembra aver deluso i tanti partecipanti, accorsi per assistere al battesimo politico del Movimento Arancione. A celebrarlo è stato il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, che ha ribadito la necessità di tagliare i ponti con il vecchio modo di fare politica concedendo spazio alla società civile. Concetto ripreso anche da Antonio Ingroia (in collegamento dal Guatemala), che alla platea dell’Eliseo ha mandato a dire: “Dobbiamo fare una rivoluzione civile”. 

“Basta ai partiti personali dei Berlusconi, dei Di Pietro, dei Casini e dei Fini. Ci vogliono partiti fatti da persone, da storie che sono nei territori”. E’ quanto ha detto ieri il primo cittadino di Napoli, Luigi De Magistris, alla platea di uditori accorsi in un noto teatro romano per prendere informazioni sulla nuova lista elettorale Arancione. Io continuerò a fare il sindaco fino alla fine del mandato – ha assicurato l’ex pm – ma appoggerò chi sta organizzando una lista per il movimento Arancione. Auspico che si tratti di una lista orizzontale, che non sia una verniciatura per il riciclaggio di vecchie cose”.

A tenere banco, tra i tanti argomenti trattati nel corso della serata, è stato il braccio di ferro tra la Procura di Palermo e il Quirinale, che ha portato i giudici della Consulta a emettere una sentenza a favore del capo dello Stato. Su cui De Magistris (e non solo lui, a incassare scroscianti applausi è stata anche l’esponente dell’Idv, Sonia Alfano) si è espresso senza tentennamenti: “Io mi schiero con i magistrati di Palermo – ha detto – con Di Matteo e Ingroia e non con chi ha fatto ricorso alla Corte Costituzionale per evitare che si faccia luce sulle trattative Stato-mafia”. “Non è un Paese normale – ha rincarato il sindaco di Napoli – quello in cui i magistrati che applicano l’articolo 3 della Costituzione se ne devono andare in Guatemala. Dobbiamo liberare il Paese dalle masso-mafie che occupano i palazzi del potere”.

Un assist perfetto all’ex procuratore aggiunto di Palermo, Antonio Ingroia, che proprio dal Guatemala ha partecipato attivamente all’iniziativa. “Dobbiamo fare una rivoluzione civile – ha esordito – Io sarò della partita, lo sarò dall’Italia o dal Guatemala, sarò sempre con voi perché negli ultimi anni la verità è stata cancellata dalla menzogna politica. In Italia siamo in una situazione difficile – ha rincarato il magistrato – dopo un ventennio devastante, quello berlusconiano, che ha lasciato solo macerie”. “Abbiamo bisogno di una scossa – ha insistito Ingroia – serve un atto di responsabilità da parte della società civile”. 

E se Luigi De Magistris ha ufficialmente dichiarato di voler rimanere in panchina (almeno per il momento) e Antonio Ingroia ha fatto intuire una sua diretta partecipazione alle prossime consultazioni nazionali, il mistero rimane fitto, invece, sui nomi degli altri possibili candidati “arancioni”. Tra i più papabili, vengono indicati quelli dei giornalisti Oliviero Beha e Sandro Ruotolo, ma anche quelli degli assessori napoletani  Alberto Lucarelli e Sergio D’Angelo. Senza considerare che non pochi dipietristi potrebbero scegliere di scendere dal Titanic dell’Idv per cercare riparo nella scialuppa arancione lanciata da De Magistris.