Mondale per club, il Chelsea raggiunge il Corinthians: Monterrey ko

Tutto come previsto, il pronostico è stato rispettato. Domenica prossima, nella cornice dell’International Stadium di Yokohama, saranno Chelsea e Corinthians a contendersi il Mondiale per club. Superando con un netto 3-1 i messicani del Monterrey, i blues hanno raggiunto in finale i sudamericani, che ieri si erano imposti di misura sugli egiziani dell’Al-Ahly. Per Rafa Benitez, a Londra dallo scorso 21 novembre, si tratta della seconda finale negli ultimi tre anni. Come i tifosi nerazzurri ricorderanno, due stagioni fa il tecnico spagnolo guidò l’Inter alla conquista del titolo superando gli africani del Mazembe: le reti di Pandev, Eto’o e Biabiany gli permisero di sollevare la coppa, ma furono il preludio al brusco divorzio dal club di Moratti.

Decidono gli spagnoli – Benitez si augura che la sua avventura al Chelsea duri molto più a lungo. In Premier League i primi passi non sono stati incoraggianti (una vittoria, due pari e un ko nella prime quattro uscite), ma la competizione giapponese potrebbe regalargli un trofeo a neanche un mese dal suo insediamento. Il primo passo è stato fatto oggi, con il netto 3-1 sul Monterrey. Un successo alla “spagnola”, non solo per la presenza dell’uomo di Madrid in panchina, ma anche per gli autori dei gol che hanno deciso l’incontro. Dopo 17′ di dominio, è stato Mata a sbloccare il match con un bel sinistro su assist di Cole. Poi, in avvio di ripresa, ecco l’uno-due che ha chiuso il match: dopo pochi secondi Fernando Torres (con il decisivo aiuto di una deviazione) ha firmato il raddoppio, 2′ dopo l’autogol di Chavez ha fatto calare il sipario sul match.

Domenica la finale – La rete del Monterrey, messa a segno da De Nigris a tempo scaduto, è servita solo a far infuriare il manager iberico, cui i cali di tensione non sono mai andati giù: “Dovevamo rimanere concentrati fino alla fine dei 90 minuti – il disappunto di Benitez al termine della semifinale –. Quando parlo di mentalità vincente, parlo di quei piccoli dettagli che fanno la differenza. La squadra deve pensare a vincere, giocando bene e senza subire gol, perché al portiere piace tenere la porta inviolata“. Fra meno di 72 ore c’è la finale con il Corinthians, i blues dovranno essere più concreti se vorranno portare a casa la coppa: “Bisogna sfruttare le occasioni, ma ora la squadra sa cosa vogliamo fare – assicura il tecnico del Chelsea -. Abbiamo ancora bisogno di tempo per migliorare, ma i ragazzi hanno più fiducia“.

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