Monti-Berlusconi: è scontro sulle riforme

Una difesa convinta dell’attività sostenuta dal suo governo, con collaterale “sconfessione” di quella avviata dal governo precedente. Il premier Mario Monti ha partecipato ieri al convegno organizzato dall‘Anfia (Associazione nazionale filiera industria automobilistica) insistendo molto sul concetto di riforma. Di più: il Professore ha sostanzialmente assunto le riforme centrare durante il suo mandato come “pietra di paragone” con quello di Silvio Berlusconi, al quale ha recapitato qualche velata “stoccata”.

 “Alcune riforme sono state fatte dal governo precedente che però ha lasciato moltissimo da fare in questo ultimo anno. Chiunque si accinga a governare,  deve fare un’analisi attenta sulla fase in cui si trovano le riforme strutturali, alcune sono state introdotte e non attuate, altre depauperate dall’intervento delle parti sociali e servirebbe un’inplementazione”. A spiegarlo ieri alla platea dell’Anfia riunita a Roma è stato il premier Mario Monti, che ha aggiunto: “Ecco perché mi dispiacerebbe che si dicesse ‘si sono fatte certe riforme, ma dove sono i risultati?’. Ci vuole prudenza, non vorrei prevalessero giudizi ipersemplificati”.

Parole che hanno riportato alla mente le recenti “uscite” del redivivo Silvio Berlusconi, che dell’attività dell’attuale governo ha stilato un bilancio catastrofico. Per il Cavaliere, infatti, negli ultimi 12 mesi di gestione tecnica l’Italia ha registrato un importante peggioramento, legato all’impronta recessiva che il governo Monti ha voluto dare alle sue politiche d’intervento e all’eccessivo “appiattimento” sulle presunte indicazioni dettate dalla Germania e dall’Ue. La distanza tra Monti e Berlusconi si fa, insomma, sempre più marcata e promette effetti pirotecnici in campagna elettorale, soprattutto se il premier scioglierà le riserve sulla  sua candidatura e sceglierà di essere della partita.