Pd: Bersani e le parlamentarie last minute

Come disobbedire alla legge elettorale che strappa ai cittadini il diritto di scegliere i propri rappresentanti in Parlamento? Il partito di Pier Luigi Bersani sembra aver individuato la soluzione nella convocazione di nuove primarie che, sulla scia delle criticate “parlamentarie” a 5 Stelle, vanificheranno i diktat della segreteria. La convocazione delle elezioni politiche nel mese di febbraio (quasi sicuramente il 17) impone però un timing incalzante al Pd, che dovrà impegnarsi nell’organizzazione lampo di nuove consultazioni interne entro la fine dell’anno.

Le date individuate sarebbero quelle del 29 e 30 dicembre prossimi. Gli elettori di centrosinistra – è l’auspicio dei dirigenti del Pd – in pieno periodo di vacanze natalizie, dovrebbero tornare alle urne per indicare il nome del proprio rappresentante in Parlamento, così da sconfessare le antiche dinamiche tenute in vita dal Porcellum. Un’idea tanto ambiziosa quanto rischiosa: se le primarie di fine anno indette dal Pd dovessero, infatti, rivelarsi un flop, gli avversari potrebbero ridimensionare il successo di quelle che hanno “incoronato” poche settimane fa Pier Luigi Bersani.

E a sottolineare la temerarietà dell’impresa è stato, infatti, lo stesso segretario del Pd: “Sappiamo di chiedere uno sforzo eccezionale ai nostri militanti e ai nostri elettori – ha dichiarato ieri all’uscita dalla sede del partito – uno sforzo che è ai limiti dell’impossibile, ma noi vogliamo cambiarla davvero la politica in Italia e quindi – ha concluso il segretario – lanciamo a noi stessi questa nuova sfida”.