Grillo e le elezioni truffa: tra neve e ostacoli, democrazia a rischio

Tutti gli elementi giocano contro la corsa elettorale del Movimento 5 Stelle. E’ questa la convinzione di Beppe Grillo che, sul suo blog, è ieri tornato a “sparare” sulla data anticipata delle elezioni politiche (il 17 febbraio), a cui gli “attivisti” rischiano di non poter partecipare. Tra eventi meteorologici e scadenze impellenti, il “megafono” del Movimento 5 Stelle ha, infatti, vaticinato lo svolgimento di elezioni truffa, destinate a tradursi in una clamorosa “disfatta” per la democrazia.

“Il Movimento 5 Stelle, l’unico grande movimento politico non presente in Parlamento, ha a disposizione circa tre settimane sotto le feste natalizie per stampare le liste con i candidati circoscrizione per circoscrizione, evitare qualunque errore, organizzare i banchetti in tutta Italia, raccogliere decine di migliaia di firme, validarle, verificarle e quindi consegnarle al tribunale di competenza. Sembra l’undicesima fatica di Ercole“. E’ quanto ha scritto ieri Beppe Grillo sul suo blog evidenziando le grandi difficoltà che il Movimento dovrà superare per  “mettersi alla pari” con le altre forze politiche che ambiscono ad entrare in Parlamento.   

“Nel caso si riescano a raccogliere firme sufficienti in Italia e nelle circoscrizioni estere – ha proseguito nel suo intervento il blogger – verranno sottratti due mesi di campagna elettorale al M5S nelle piazze e in Rete. Gli altri partiti non ne avranno alcun danno, fanno infatti propaganda permanente, h24, in televisione e sui giornali”. Non basta: secondo Grillo, a invalidare la portata democratica delle prossime consultazioni nazionali interverrà anche il cattivo tempo: “Il voto d’inverno farà aumentare gli astenuti chiusi in casa – ha scritto – e senza il Movimento 5 Stelle 6/7 milioni di italiani che lo voterebbero non si presenteranno ai seggi”.

“Il prossimo Parlamento nascerebbe morto, delegittimato, senza opposizione e senza una reale rappresentanza – ha rincarato il “megafono” del Movimento 5 Stelle, che sul finale ha interpellato i co-primari della scena politica nazionale – Napolitano, Monti, Bersani, pensate veramente che un governo con un Parlamento eletto dal 30/40% degli elettori possa durare più di qualche mese?”.