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Strage Connecticut: maestre eroiche, Obama e il problema armi

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Sono morte in tre: la preside, una psicologa e l’insegnante.  Sono morte nel tentativo di proteggere i bambini dalla follia omicida che ha distrutto le vite di 27 persone a Newtown,  nel Connecticut. 20 di loro erano bambini, ma avrebbero potuto essere di più. Victoria Soto, l’insegnante, ha nascosto alcuni di loro in un armadio, frapponendosi poi tra i piccoli ed i proiettili, sparati da un ex alunno con problemi mentali.  E’ morta così.  Barack Obama ha pianto in diretta tv, ma ora potrebbe “reagire” in modo forte e soprattutto inaspettato per gli Usa, intervenendo sull’annoso problema del possesso legale di armi, praticamente del tutto libero. Quelle utilizzate per la strage, di armi, erano di proprietà della madre del killer.

La storia infinita. Ogni quartiere colpito da stragi in questi anni – ha spiegato il presidente Usa – (dal centro commerciale in Oregon al cinema del Colorado, quando un uomo entrò sparando poco prima della proiezione del nuovo Batman), potrebbe essere il nostro. Come nazione abbiamo il dovere di fare qualcosa, a prescindere dalla politica”. Quella politica dalla quale Obama è ora un po’ più libero, essendo al suo secondo mandato (l’ultimo per legge) e non avendo quindi il problema di mediare per farsi rieleggere. Il possesso  quasi del tutto libero di armi da fuoco in Usa (pur regolato da leggi statali) è piuttosto sentito. E’ da dire però che,  anche mettendo da parte le cosiddette lobby delle armi, un gran numero di americani considera positiva la possibilità di detenere armi liberamente. Ogni volta che accade un massacro come quello di ieri però, la questione torna prepotentemente alla ribalta e la morte di venti bambini ha ancor di più infiammato gli animi.

Il secondo emendamento. C’è poi anche un altro problema per niente trascurabile. Non solo per moltissimi americani il diritto di detenere armi da fuoco è sacrosanto; c’è di più, il suddetto diritto è addirittura sancito nel secondo emendamento della Costituzione statunitense. Negli anni, alcuni tribunali hanno preso significative decisioni proprio in tal senso, dichiarando “incostituzionali” norme locali atte a vietare il possesso di armi da fuoco. Contrastare quei divieti significa (anche) rispettare e rimarcare i capisaldi della Costituzione del proprio Paese. Obama quindi , pur non sbilanciandosi nel merito dei provvedimenti che intenderebbe adottare, ha fatto dichiarazioni decisamente impegnative.

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