Strage scuola Usa, è di nuovo polemica sull’uso delle armi

E’ trascorso un giorno dalla strage nella Sand Hook Elementary School di Newtown nel Connetticut, con le 27 vittime accertate di cui 20 bambini, e gli stati uniti hanno ripreso ad interrogarsi sulla facilità con cui è possibile acquistare un’arma in maniera legale all’interno del paese. A rimarcare il tema era stato lo stesso presidente Barak Obama, il quale ha ieri dichiarato in una commossa conferenza stampa “Sono troppe le tragedie simili che accadono ovunque nel Paese, dobbiamo riuscire a evitare che accadano. Abbiamo perso bambini innocenti e insegnanti che dedicavano la loro vita a costruire il futuro di questi bambini. Questo fine settimana io e Michelle facciamo quello che ogni genitore sta facendo, stare il più possibile vicini ai nostri figli e ricordare loro quanto li amiamo“.

L’assassino. Una polemica destinata a riaccendersi ulteriormente dopo le scoperta che il killer, il giovanissimo Adam Lanza, affetto da gravi problemi di autismo, aveva acquistato l’arsenale con cui ha perpretato la strage servendosi dei documenti della madre. Purtroppo la verità è che tragedie come quella di ieri sono diventate una triste consuetudine nell’America del nuovo secolo, tragedie che pongono sempre l’opinione pubblica davanti all’interrogativo se sia giusto o meno privare i cittadini del diritto all’autodifesa. Un diritto che spesso, grazie al complice intervento della potente e nefasta lobby delle armi, è stato interpretato come licenza di uccidere. Il vero problema è che quella che viene vista come la soluzione al problema della violenza, e cioè la possibilità di ucciderla usando altrettanta violenza, altri non è che la causa di quello che a tutti gli effetti si sta rivelando un incubo ad occhi aperti, per una società incapace di estirpare l’uso della polvere da sparo dal proprio d.n.a. fondativo e che ancora, sopratutto nel proprio centro sub urbano, non è capace di capire cosa c’era dietro i film con John Wayne.

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