Pd: al via parlamentarie con deroghe e listino bloccato

La direzionale nazionale del Pd ha ufficializzato ieri la convocazione delle primarie di fine anno per eleggere i candidati al Parlamento. Nel corso della riunione – a cui ha partecipato tutto il gotha del partito – sono stati definiti i meccanismi che regoleranno il voto, che prevedono (tra l’altro) un “listino bloccato” nelle mani del segretario e la concessione di 10 deroghe ad altrettanti  “veterani” del partito.

I nodi sul voto last minute organizzato dal Pd sono stati finalmente sciolti, ma non senza qualche polemica. La direzione nazionale che si è riunita ieri a Roma ha lungamente dibattuto sui meccanismi di regolamento raggiungendo alla fine un accordo di compromesso. Secondo quanto riferito, al segretario Pier Luigi Bersani spetterà una quota pari al 10% dei candidati: una sorta di “listino bloccato” in cui – si dice – verranno indicati i nomi di persone di comprovate capacità o provenienti dalla cosiddetta società civile.

Ma a sollevare maggiori polemiche è stato il nodo sulle “deroghe” da concedere a chi ha superato i 3 mandati parlamentari. L’assemblea ha alla fine deciso di approvare in blocco la richiesta formalizzata da 10 “veterani” tra cui spiccano i nomi di Rosy Bindi, Anna Finocchiaro, Beppe Fioroni, Franco Marini, Giorgio Merlo e Maria Pia Garavaglia. Resta da capire se anche loro dovranno sottoporsi al voto delle parlamentarie (come richiesto da Enrico Letta) o se la loro decennale esperienza verrà assunta come pre-requisito sufficiente a benedirne in automatico la ricandidatura.

Per tutti gli altri, le regole appaiono particolarmente chiare: gli aspiranti parlamentari, indicati dagli organi territoriali del Pd, dovranno raccogliere almeno un 5% delle firme degli iscritti alla loro circoscrizione elettorale. Una stima rivista al ribasso alla luce della data ravvicinata delle consultazioni. Non dovranno raccogliere firme, invece, i parlamentari uscenti. Porte chiuse, infine, agli europarlamentari, ai sindaci di città con più di 5 mila abitanti e agli assessori e ai consiglieri regionali: a loro non sarà concesso di partecipare alle primarie.