Calciomercato Lazio, Zarate al River Plate e Cirigliano nella capitale?

Calciomercato Lazio Mauro Zarate e la sua avventura laziale, una storia destinata a finire male. Letta così la notizia potrebbe sembrare obsoleta, la vera novità sta nel fatto che anche una persona sempre misurata (e che fa della comunicazione la sua forza, almeno secondo il presidente Lotito), come Vladimir Petkovic ha gettato la spugna affermando che l’argentino si è “autoescluso”. Fine della storia, fine di un calciatore che nella prima stagione biancoceleste dece brillare gli occhi dei tifosi e dei simpatizzanti del calcio in generale.

Il caso – Il sudamericano è stato messo fuori rosa dall’allenatore per non aver risposto alla convocazione per la partita di sabato contro l’Inter, ormai di lui non resta che uno sbiadito ricordo. Unica soluzione, cederlo, ed anche con una certa celerità: ogni giorno che passa il ragazzo si deprezza (un pò come il discorso su Pato, anche se per motivi completamente differenti). Per portarlo a Roma Lotito, tra prestito e diritto di riscatto, pagò ben 17 milioni di euro: è stato il colpo più costoso della sua ferrea gestione. Oggi pensare di riuscire a rientrare anche solo della metà della somma sborsata è pura utopia: è bene che la proprietà se ne faccia una ragione.

Strategia – Dopo un periodo in cui in un modo o nell’altro si è tentato di rilanciare il calciatore, e salvare l’investimento, si può dire che il colpo Zarate è stato il più grande flop dell’era Lotito: nonostante sia un personaggio a volte testardo, uno di quelli che quando parla ha sempre ragione, stavolta dovrà ammettere la sconfitta. Ecco allora che il salvacondotto potrebbe arrivare proprio dall’Argentina, dove il River Plate è pronto a scommettere sull’attaccante. In tal caso non si tratterebbe di incassare denaro, ma avere un’interessantissima pedina tecnica, Ezequiel Cirignano,  giocatore che fa gola a mezza Serie A, cugini giallorossi compresi. Sarebbe un buon modo per uscire da questa ormai imbarazzante situazione, nonostante, c’è da scommettere, il patron sarebbe pronto a dire il contrario.