Legge Stabilità: il Pdl prende tempo

Qualcosa bolle in pentola nel partito di Silvio Berlusconi. A sospettarlo sono gli avversari del Pd, convinti che la prossima mossa del Cavaliere sia quella di rallentare la road map tracciata da Mario Monti e Giorgio Napolitano. In che modo? Utilizzando tutti i mezzi a disposizione per rimandare lo scioglimento delle Camere e, di conseguenza, la convocazione delle elezioni, iniziando col puntare i piedi sulla legge di Stabilità.

Da quando Silvio Berlusconi ha ufficializzato l’intenzione di rigettarsi nella mischia, le carte vengono continuamente sparigliate. Le sue frequenti apparizioni in tv (3 negli ultimi 3 giorni) hanno avuto l’effetto di un vero e proprio tsunami per la politica italiana in generale e per la exit strategy del governo tecnico in particolare. Ospite ieri di Porta a porta, il Cavaliere ha rimesso in discussione anche la data delle prossime elezioni, paventando problemi per gli elettori delle circoscrizioni estere. Se la data del 17 febbraio verrà confermata – è stato il ragionamento dell’ex premier – i nostri concittadini all’estero rischiano di non poter votare. “Questa fretta di andare alle elezioni – è stata la sua conclusione – è una forzatura inutile”. 

Secondo il Cavaliere, insomma, bisogna evitare di fare le cose in fretta e concedere il tempo necessario (una o due settimane in più) per organizzare ogni cosa con calma. E per permettere al suo partito di recuperare un po’ di consensi in vista dell’appuntamento elettorale. In quest’ottica sembra debba essere inquadrato anche il freno a mano tirato ieri dal Pdl sulla legge di Stabilità. Il provvedimento – indicato come la deadline per il governo dei  Professori – rischia, infatti, di non essere approvato entro la settimana. “Il Senato ha introdotto molti elementi di arricchimento nella legge di Stabilità – ha osservato ieri il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto – Ovviamente voteremo a favore, ma ci prenderemo tutto il tempo, in Commissione e in Aula, per valutare. Non c’è un impegno preciso e rigido sui tempi”. 

Tanto quanto basta a far sbottare Dario Franceschini: “Assistiamo a un atteggiamento dilatorio da parte del Pdl – ha tuonato il capogruppo del Pd alla Camera – che penso punti unicamente ad allungare la durata della legislatura anche di qualche giorno, andando contro il percorso stabilito dal capo dello Stato dopo le dimissioni del presidente Monti. Evidentemente pensano di averne bisogno”. “Dopo l’annuncio delle dimissioni di Monti – ha rincarato il democratico – il Pdl e Schifani hanno rallentato l’esame della legge di Stabilità al Senato. Abbiamo poco tempo, ma l’impegno è quello di chiudere entro questa settimana. Chi si assume la responsabilità di farlo slittare – ha tagliato corto Franceschini – deve dire perché lo fa”.