Parlamentarie Pd: l’orgoglio di Bersani e l’affondo di Grillo

Le parlamentarie di fine anno targate Pd continuano a suscitare polemiche. Tra “deroghe” e “listini bloccati”, il segretario deve fare i conti con un vero e proprio fuoco di fila in cui la voce di Beppe Grillo si è levata – come spesso accade – più alta e urticante di quella degli altri.

“Siamo gli unici che fanno una cosa che non si è mai fatta né in Italia né in Europa, ci piacerebbe essere guardati con un po’ di simpatia visto che stiamo parlando di democrazia“. E’ questa la risposta che il leader del Pd, Pier Luigi Bersani, ha fornito ieri ai giornalisti che lo hanno incalzato sulle discussioni innescate dalle parlamentarie. Il segretario è convinto che l’appuntamento elettorale di fine anno (saranno le singole Regioni a stabilire se organizzare le consultazioni il 29 o il 30 di dicembre) segnerà un ulteriore punto a favore del suo partito e per questo ha invitato tutti ad abbandonare i toni polemici per concentrarsi sulla portata altamente democratica dell’iniziativa.

“Chiedete anche agli altri cosa intendono fare visto che il Parlamento è una istituzione di tutti – ha contrattaccato Bersani – Noi da soli non possiamo risolvere come si scelgono i deputati, ma gradiremmo sapere come fanno anche gli altri”. Ma a sparare a zero sul candidato premier di centrosinistra è stato ieri Beppe Grillo, che sul suo blog ha scattato una fotografia impietosa del segretario democratico. “Bersani è un succhiaruote della democrazia – ha affondato il comico genovese – Dopo le Parlamentarie del Movimento 5 Stelle, vengono inaugurate le Buffonarie del pdmenoelle”. 

“Le Buffonarie avranno una ‘modica quantità’ di aspiranti parlamentari, un 10%, scelti da Gargamella Bersani in persona – ha rincarato l’animatore del Movimento 5 Stelle – Nomi indimenticabili ci accompagneranno anche nella prossima legislatura, mai più senza Rosy Bindi, Anna Finocchiaro, Franco Marini, Giorgio Merlo, Maria Pia Garavaglia, Beppe Fioroni. L’ideatore di ‘procedure’ e di ‘meccanismi’ al costo di due euro che tutta l’Europa ci invidia – ha continuato Grillo ironizzando su Bersani – disporrà anche del diritto di nomina dei capilista (pari a 54 parlamentari certi). Oltre agli eletti per grazia di partito, potranno partecipare i parlamentari uscenti, chi raccoglierà firme pari al 5% degli iscritti su base provinciale e chi verrà scelto dalle direzioni provinciali. Il trionfo della democrazia diretta made in Bettola“.