Guerra civile in Siria: solo il 5% dei ribelli è siriano

Mentre continua la manovra del regime di Damasco, che sta almeno cercando di cacciare i ribelli dai sobborghi della capitale, cinque giornalisti sono stati liberati dagli oppositori di Bashar al-Assad, che accusano il governo dei rapimenti di queste ultime settimane. Tuttavia sono notizie di sfondo in questo articolo. Nuove informazioni dell’intelligence tedesco metterebbero in dubbio la tragica situazione siriana.

Un dato su cui riflettere – Chi combatte chi? È questa la domanda che sorge spontanea, perché secondo i tedeschi solo il 5% dei ribelli sarebbe di origini siriane. Infatti gran parte di loro proverrebbe da paesi limitrofi, per formare gruppi armati di matrice religiosa, addestratisi nei recenti teatri di scontro, come la Libia. Se ciò fosse vero, si spiegherebbe la reticenza degli stati occidentali ad intervenire in una guerra particolarmente critica. La Siria rappresenta una “cerniera”, posizionata tra la costa mediterranea, Israele e Iraq ed è da sempre stata in forte contrapposizione con i suoi vicini. Nel 1958 aveva formato con l’Egitto una repubblica unita per combattere gli odiati israeliani, mentre è secolare la diatriba con gli iracheni per il primato regionale. Inoltre la Siria rappresenta il baluardo sunnita capitanato da Arabia saudita e Quatar per contenere una spallata sciita. Non è quindi una sorpresa che Stati Uniti e Unione Europea abbiano deciso di non modificare un equilibrio precario, in cui Assad è il campione della lotta agli estremismi pericolosi per l’Occidente. Una caduta dell’avamposto siriano rappresenterebbe, per esempio, un problema per l’amministrazione americana, notoriamente preoccupata dalla politica di potenza messa in atto da Teheran.

Mani legate – Che cosa accadrebbe se in Siria salissero al potere estremisti religiosi difficilmente avvicinabili da Washington? Possibilmente una situazione del genere indebolirebbe la posizione di Israele, alleata degli americani, ma anche la sicurzza internazionale, messa a repentaglio dagli sviluppi del nucleare in Iran. E intanto, se la rivolta avesse successo, situazioni simili nascerebbero anche nei paesi vicini, come in Libano, popolato da un’ubriacante moltitudine di etnie diverse. Il mondo sta ad aspettare quindi che qualcosa accada. Ma resta ambiguo il carattere della protesta, anche alla luce del dato dell’intelligence tedesco, che rivelerebbe l’esistenza di un progetto per rovesciare Assad molto lontano dal volere del popolo siriano. E anche da quello di chi dovrebbe dichiarargli guerra.