Alitalia ancora in difficoltà, a marzo il rischio crack

Nel 2008 una cordata di imprenditori era riuscita a salvare la compagnia di bandiera italiana, sull’orlo del fallimento. Quelli che vennero poi chiamati i “20 patrioti”, misero sul piatto una cifra pari a 1,16 miliardi di euro. In pochi anni la nuova gestione di Alitalia avrebbe dovuto raggiungere l’utile operativo, più precisamente entro il 2011, applicando innovazioni come il ridimensionamento del network, lo spostamento dell’hub a Roma e il ringiovanimento della flotta.

Atterraggio d’emergenza – Ma l’utile operativo non è stato raggiunto, nemmeno nell’anno corrente e i conti dell’azienda soffrono giornalmente di pesanti perdite. Bisognerà infatti aspettare fino al 2014 per vedere il segno positivo nei conti del bilancio e intanto la compagnia perde 620 mila euro al giorno, una somma spaventosa, soprattutto dato che in cassa sono rimasti poco più di 300 milioni di euro. La perdita di 735 milioni negli ultimi quattro anni è un risultato disastroso e presto potrebbe tornare il rischio fallimento, che rimetterebbe in discussione ancora una volta la proprietà di Alitalia. Nel 2008 Air France aveva offerto 2,4 miliardi per il rilancio dell’azienda e adesso potrebbe tornare in corsa per la sua acquisizione con una somma nettamente inferiore. Si tratterebbe di un’eventualità particolarmente scomoda, per questo lo stato potrebbe attrezzarsi per partecipare all’asta, mentre si tentano gli ultimi trucchi per allontanare la data della caduta. Con la trasformazione di Mille Miglia in società, potrebbero essere ricavati circa 200 milioni in liquidità, ma questo non farebbe altro che prolungare l’agonia, sempre che nel frattempo non si trovi una soluzione ai problemi.

Poco tempo ancora – Alitalia ha perso da gennaio a settembre 150 milioni in più del 2011, arrivando a quota 173 milioni in negativo, mentre la tratta Roma-Milano, la più redditizia per la compagnia, ha visto una riduzione del 15% dei passeggeri sugli aeromobili e i piloti sono costretti a zavorrarli perché vengono occupati solo i posti verso la coda, quelli meno costosi. Insomma, fino a marzo Alitalia potrà continuare a mangiare la torta che le era stata cucinata nel 2008, poi tutto sarà inevitabilmente rimesso in discussione.