Fornero: via dall’aula con le orecchie turate

Quella degli “esodati” resterà un’onta impossibile da cancellare per il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, che anche ieri ha dimostrato di digerire a fatica le critiche sulla sua controversa riforma. La professoressa di Torino ha dato vita a un quadretto parlamentare inedito: durante le dichiarazioni di voto sulla legge di stabilità alla Camera, il leghista Massimo Bitonci – che non le ha rivolto parole lusinghiere – ha talmente insolentito la Fornero da spingerla ad abbandonare l’aula. Con tanto di orecchie turate.

In principio furono le lacrime sgorgate senza freno sulla fatidica parola “sacrifici”. E in chiusura le orecchie “tappate” per non sentire più. L’esperienza governativa di Elsa Fornero potrebbe essere fermata in questo irripetibile “alfa” e “omega” destinato a consegnare ai posteri la sintesi (provocatoriamente parziale) di un mandato segnato dall’insofferenza per le contestazioni. Che alla responsabile del Welfare non piaccia essere criticata lo hanno, infatti, capito tutti e forse anche per questo il leghista Massimo Bitonci, nell’ultima seduta della legislatura, ha voluto tributarle il più molesto dei saluti, quello che ha chiamato in causa il pasticcio sugli “esodati”.

Un colpo ben assestato, che ha talmente innervosito il ministro da spingerla ad abbandonare l’aula. E a coprirsi le orecchie come si fa per difendersi dai suoni molesti e sgraditi. La condotta della professoressa ha dato il là a una vera e propria bagarre che il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha tentato di sedare con una sostanziale “bacchettatura” della Fornero. “Voglio che si mette agli atti – ha dichiarato Fini – che così come i deputati hanno il dovere di tenere un comportamento consono in quest’aula, i rappresentanti del governo hanno anch’essi il medesimo dovere di rispettare le opinioni che vengono espresse”.