Ingroia: Io a disposizione, ma i politici si facciano da parte

Lo scioglimento della riserva da parte di Mario Monti (che potrebbe rivelare nelle prossime ore cosa intende fare nell’immediato futuro) tiene col fiato sospeso l’intero Paese, ma a far discutere molto è anche la vicenda che coinvolge l’ex procuratore aggiunto di Palermo, Antonio Ingroia. La recente adesione  del magistrato al movimento “Io ci sto” sembra, infatti, prefigurare una sua candidatura alle prossime elezioni. In un incontro organizzato ieri a Roma, il togato ha ribadito la sua disponibilità ad essere della partita precisando però di considerare condizione irrinunciabile ilpasso indietrodei politici che vorranno “benedire” la nascita del nuovo soggetto politico.

“Io ci metto la faccia, ma se mi candido dipende da voi”. Sono queste le parole, pronunciate ieri al teatro Capranica di Roma, con cui Antonio Ingroia non ha di fatto sciolto la riserva sul suo diretto impegno elettorale. Una decisione che il magistrato ha lasciato in sospeso in attesa dei prossimi sviluppi “Con noi nasce un nuovo polo alternativo a Berlusconi e Monti”, ha precisato Ingroia, che ha ripetutamente steso la mano verso il segretario del Pd:  “Io non conosco Bersani, ma lo ritengo una persona seria – ha detto il togato – Un confronto si deve aprire presto. Io da qui chiedo un incontro con Bersani per confrontarci, poi vedremo”.

Ai tanti detrattori che hanno, invece, definito inopportuno il suo ingresso nella scena politica nazionale: “Ma cosa c’entra l’inopportunità con la categoria costituzionale?”, ha controbattuto Antonio Ingroia, che ha indirizzare un messaggio inequivocabile ai politici accorsi ieri a Roma per ascoltarlo: Antonio Di Pietro, Oliviero Diliberto, Paolo Ferrero e Angelo Bonelli“Vedo rappresentanti della politica pulita e alternativa che ha combattuto in questi anni tante battaglie – ha riconosciuto il magistrato – A loro dico: vi vogliamo al fianco, vi vogliamo accanto, ma per far andare avanti la società civile. Voi – ha tagliato corto Ingroia – dovete fare un passo indietro“. 

“A voi chiedo un atto di servizio e di responsabilità – ha rimarcato l’ex pm di Palermo – convinciamo i cittadini che questo nuovo polo non è un collage, non è un arcobaleno, ma è una nuova identità e una nuova sintesi. Se riusciamo a fare questo – ha concluso il togato – io ci sto e sono disposto a candidarmi per portare questa battaglia in Parlamento”. Tanto quanto basta a far sintetizzare ai giornalisti che Ingroia ha già “rottamato” Di Pietro. Versione tempestivamente sbugiardata dal diretto interessato: “Smentisco totalmente questa interpretazione – ha precisato il magistrato – non c’è nessuna rottamazione di Di Pietro”.