Paolo Gabriele è stato graziato dal Papa

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:18

Dopo che l’ex maggiordomo di Benedetto XVI era stato condannato il 6 ottobre a 18 mesi di reclusione per aver rubato alcune carte riservate, oggi il Papa ha firmato la grazia per Paolo Gabriele. Libero anche Claudio Sciarpelletti, il tecnico informatico condannato per favoreggiamento.

Il corvo del Vaticano – Gabriele era stato assunto come maggiordomo del Papa nel 2006. Da allora era riuscito a rubare e collezionare centinaia di documenti, tra i quali si dice carte destinate alla distruzione dal Pontefice, analisi mediche e codici cifrati indirizzati alle nunziature apostoliche, che sono le ambasciate del Vaticano. Quando la polizia vaticana aveva fatto irruzione nella casa di Gabriele il 23 maggio, vennero trovati ben 82 scatoloni colmi di documenti nell’armadio dello studio e in quello della camera da letto, oltre a numerosi file scaricati da internet. Insomma, si era trattata di una falla molto importante nella sicurezza di uno dei paesi più blindati del mondo, dove ancora oggi è addirittura preclusa la consultazione di documenti storici, vecchi di secoli.

L’assoluzione – Durante il processo Gabriele aveva dichiarato di non sentirsi colpevole per quanto aveva fatto. «Se lo devo ripetere, non mi sento un ladro». Aveva riferito durante l’udienza. «La cosa che sento forte dentro di me è la convinzione di avere agito per amore esclusivo, direi viscerale, per la Chiesa di Cristo e per il suo capo visibile». Oggi l’assoluzione del Papa, che ha perdonato Gabriele, ma da questo momento non potrà più vivere nel Vaticano o lavorare per la Santa Sede. Padre Federico Lombardi ha definito la grazia come una “buona notizia” e intanto dal Vaticano fanno sapere che non lasceranno Gabriele solo, anche considerando che ha una moglie e tre figli. Gli sarà trovato un nuovo lavoro fuori dalle mura Pontificie, in una sede comunque legata alla Chiesa.