La CIA ribadisce: Zero Dark Thirty non mostra i fatti realmente accaduti

Il nuovo film diretto dal premio Oscar Kathryn Bigelow è riuscito a far parlare ancora prima di essere distribuito nei cinema. Zero Dark Thirty ripercorre le fasi che hanno condotto all’individuazione del luogo in cui si nascondeva Osama Bin Laden.
Nel lungometraggio verrebbero presentate anche scene di tortura e metodi violenti pur di ottenere informazioni utili. Queste sequenze sono le principali cause della lettera inviata alla Sony Pictures dai senatori John McCain, Dianne Feinstein e Carl Levin per criticare il ritratto inaccurato dell’uso della tortura durante la caccia al terrorista.
Il clamore suscitato intorno a Zero Dark Thirty ha persino spinto il direttore della CIA Michael Morell a commentare la situazione.

In un comunicato stampa Morell ha ribadito che la rappresentazione mostrata sul grande schermo non corrisponde a verità e le tecniche di interrogatorio sui detenuti mostrati nel film non sono veritiere, mentre altri dettagli non potranno mai essere chiariti fino in fondo.
Il secondo aspetto criticato dal capo dei servizi segreti statunitensi è l’aver indicato solo un paio di persone come le menti che hanno portato al risultato atteso da anni, mentre l’operazione è stato un vero lavoro di squadra. Il comunicato si conclude ricordando che la produzione del film si è presa molte libertà nel rappresentare i fatti, sottovalutando l’importanza di molti membri della CIA, alcuni deceduti in servizio, che si sono sacrificati per il bene della nazione e impegnati con grande dedizione.
L’ultima raccomandazione di Morell è quello di ricordarsi che Zero Dark Thirty è un’opera di finzione e non può considerarsi in nessun modo cronaca di fatti realmente accaduti.
Nonostante le aspre critiche, il film della regista Kathryn Bigelow, con protagonista Jessica Chastain, sta ricevendo critiche molto positive e riconoscimenti da parte dei critici: un ottimo biglietto da visita per la cerimonia di premiazione degli Academy Awards.