Edicola Italiana, il nuovo modo di pensare dei grandi dell’editoria

È stata istituito da pochi giorni un consorzio tra alcune delle maggiori testate giornalistiche italiane, per portare i loro contenuti online a pagamento. Non è chiaro il beneficio che ne trarrà il lettore e intanto è concreto il rischio che questa idea possa portare i membri del cartello verso un abisso molto pericoloso.

La migrazione del web – I nomi di questa coraggiosa cordata sono tra i più noti: Caltagirone Editore, Il Sole 24 Ore, La Stampa, Gruppo Espresso, Mondadori e Rcs Mediagroup. Porebbero portare i loro titoli su una piattaforma che ne faciliterebbe la fruizione, anche se sarebbe solo una delle molte già disponibili sul mercato e non riassumerebbe in un’unica interfaccia tutti i giornali che possiamo avere sui nostri dispositivi. Intanto sta lentamente, ma inesorabilmente, consumandosi l’era dei giornali di carta. Un’epoca che è durata finché è stata introdotta Internet, che sta mangiando il poco spazio rimasto alla carta reale e gli editori hanno cercato in questi anni diversi modi per correre ai ripari. Alcuni hanno puntato sulla costruzione di piattaforme online all’avanguardia, con contenuti gratis, cercando di iniettare nel mondo giornalistico firme nuove, capaci di attirare i lettori che migravano dalle poltrone dei salotti ai computer sulle scrivanie. Altri hanno invece optato per rilanciare una versione virtuale del giornale cartaceo, richiedendo il pagamento di una quota per la lettura degli articoli.

Precedenti nefasti – Ma non sempre questa seconda strategia sembra aver funzionato. Se è vero che alcune categorie particolari e di nicchia hanno saputo catturare comunque un ampio pubblico, complice anche il costo che tale lavoro può comportare, d’altro canto quando si tratta di pubblicare a pagamento temi di interesse più generale, i tentativi si sono rivelati spesso fallimentari. Ne è un esempio lampante la nascita e la caduta di The Daily, il quotidiano del magnate australiano Rupert Murdoch, che verrà chiuso in queste settimane. Nonostante la moltitudine di contenuti multimediali e l’aspetto accattivante delle pagine, gli utenti della rete si sono dimostrati reticenti a pagare per qualcosa che avrebbero potuto trovare gratis da qualche altra parte. Una catena italiana sul web a pagamento potrebbe quindi essere un veicolo per condurre i grandi della scena editoriale del nostro paese verso la fine. Già provati dalle ristrettezze derivanti dal calo dei lettori, questo potrebbe essere il colpo decisivo alla loro stabilità economica. Speriamo per loro di sbagliarci di grosso.