Berlusconi e la rabbia in TV, da Santoro a Giletti. In attesa di Dodò… (VIDEO)

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:19

C’erano una volta le chiamate in diretta a Santoro, colme d’esacerbato astio: “Santoro si contenga! Lei è un dipendente del Servizio Pubblico”, tuonava dall’altro capo del telefono l’allora (ed oggi) candidato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, infastidito dall’informazione (a suo dire) giustizialista e di parte del dipendente del servizio pubblico in questione (che dal canto suo replicava “Sono un dipendente del Servizio Pubblico, non sono un suo dipendente”, prima di scomparire per qualche anno dagli schermi della televisione di Stato).

Quindi, passati alcuni anni di sostanziale tregua, arrivò Lucia Annunziata a turbare la serenità dell’allora (ed oggi) candidato Premier: dopo un battibecco lungo qualche minuto (sempre legato al pessimo costume dei giornalisti di non consentire all’intervistato di concludere i suoi lunghi monologhi), Berlusconi si alzò (come per altro minacciato ripetutamente: “Mi alzo e me ne vado” fu il leitmotiv dell’intervista, durata diciasette minuti nonostante il format si chiamasse ‘In mezz’ora’) e lasciò lo studio del programma, macchiando così irreparabilmente la carriera della ex Presidente Rai, per altro offesa con una delle peggiori invettive del repertorio berlusconiano (“Lei è di sinistra, lei pensa di decidere anche per gli altri, mentre io sono un liberale e decido solo per me stesso”).

Poi, passati altri quattro anni, giunse un’altra chiamata in diretta, stavolta durante ‘Ballarò’, condotto dall’oltranzista Giovanni Floris. L’allora Premier chiamò per andare contro Giannini di Repubblica, per evidenziare il proprio impeccabile operato contro l’evasione fiscale (sia come contribuente che come Presidente del Consiglio) e per contestare le faziose statistiche proposte da ‘Ballarò’ circa il gradimento degli italiani verso il proprio operato: “Non posso accettare che in una televisione di stato si dicano queste menzogne” concluse poi Berlusconi, prima di riattaccare (causando lo sdegno di Floris, colpito dalle cattive maniere del Premier più che dal contenuto della telefonata in sè, da giudicare – secondo il conduttore – con il beneficio di un moderato relativismo).

Ma ascoltiamo l’insegnamento lasciatoci in dono dalle le boyband (che ci hanno insegnato che non c’è mai fine al peggio) e veniamo ai giorni nostri: arriva il 2012 e all’antivigilia di Natale, il candidato Premier Silvio Berlusconi rilascia l’ennesima intervista ad personam della sua nuova lunghissima campagna elettorale. Da un lato c’è per l’appunto lui, il Presidente del Consiglio più longevo nella storia del Bel (?) Paese, dall’altro Massimo Giletti (!) noto per la partigianeria con cui ha sempre condotto programmi del calibro di ‘Mattina in Famiglia’ e ‘I Fatti Vostri’: interrotto dal faziosissimo giornalista Rai durante un monologo inerente gli scarsi risultati ottenuti dal governo tecnico, Berlusconi minaccia più volte di lasciare lo studio, arrivando addirittura ad alzarsi nonostante Giletti cerchi durante larghi tratti di tranquillizzarlo (arrivando a chiedergli di sorridere davanti alla telecamera, ché a un personaggio simpatico come il Premier non si addice il broncio) sia pur con scarsi risultati (d’altra parte, di D’Urso ce n’è una).

Quindi, escludendo l’idea che Berlusconi vada ospite da Santoro a ‘Servizio Pubblico’ (ci auguriamo non lo faccia soprattuto per la sua salute), attendiamo piuttosto un’eventuale intervista del candidato Premier (già passato Premier e possibile futuro Premier) da parte di Dodò dell’Albero Azzurro, nella sepranza che la figura del pennuto idolo di diverse generazioni non rappresenti un intervistatore troppo poco soft per le esigenze del Cavaliere: saremmo davvero dispiaciuti dovesse concludere una gloriosa carriera (lunga ormai 22 anni) per una intervista troppo scomoda. Le future generazioni non ce lo perdonerebbero. Mai.

http://www.youtube.com/watch?v=Uz9ya0uI1hY

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