Spike Lee contro Django Unchained: “non rispetta i miei antenati”

La trama di Django Unchained non è piaciuta per nulla al regista Spike Lee. A suscitare la sua opinione negativa sarebbero principalmente le sequenze di violenza nei confronti degli schiavi, associate a momenti leggeri e comici.
In una recente intervista rilasciata alla rivista Vibe Magazine, il filmmaker ha spiegato che non andrà a vedere nei cinema il nuovo film del collega. Il motivo è semplice: “Tutto quello che dirò in proposito è che è irrispettoso nei confronti dei miei antenati. Ma questo è il mio pensiero personale…non parlo per nessun altro“.
La poca stima nei confronti di Quentin Tarantino non è un sentimento nuovo per Skike Lee: già negli anni Novanta si era infatti scagliato contro l’uso eccessivo della parola “negro” nei suoi lungometraggi.
Django Unchained, con protagonisti Christoph Waltz e Leonardo Di Caprio non ha proprio convinto fin dal principio il regista, che ha poi proseguito nei giorni seguenti la sua polemica via Twitter.

Rispondendo a un follower che gli ricordava come Tarantino abbia realizzato un’opera di finzione, non basata su fatti storici e da non prendere con troppa serietà, Spike Lee ha ribadito che i mezzi di comunicazione hanno molto potere e che non bisogna ignorare o sottovalutare quanto accaduto agli afroamericani negli Stati Uniti. “La schiavitù in America non è uno spaghetti western di Sergio Leone. E’ stato un olocausto. I miei antenati sono schiavi. Rubati dall’Africa. Renderò loro onore“, ha scritto sulla sua pagina Twitter.