Berlusconi critica Monti e corteggia la Lega

Continua la maratona mediatica di Silvio Berlusconi che anche il giorno di Santo Stefano ha scelto di concedersi alle telecamere per consegnare i suoi mantra elettorali. In un’intervista al Tg4, l’ex presidente del Consiglio è tornato a parlare (male) dell’agenda Monti e a “flirtare” con gli ex alleati della Lega a cui ha proposto un ticket a Palazzo Chigi.

“L’agenda Monti non è che la continuazione della politica del governo tecnico, su ispirazione della Germania. Una cura sbagliata, che ha portato ai numeri che conosciamo, con risultati negativi”. La ferma critica del documento stilato dal premier dimissionario per “cambiare l’Italia” è arrivata ieri da Silvio Berlusconi. Il Cavaliere continua il suo tour de force elettorale, dividendosi senza sosta tra apparizioni tv e iniziative politiche di ogni tipo, in occasione delle quali non manca mai di salmodiare promesse impegnative come l’abolizione dell‘Imu.

Non solo: l’ex presidente del Consiglio sta focalizzando la sua attenzione anche sul nodo delle alleanze, impegnandosi in un graduale pressing nei confronti della Lega. “Resto convinto che la soluzione migliore sia la maggioranza del Pdl ha spiegato ieri in un’intervista al Tg4 – ma se la maggioranza si raggiungesse con un solo alleato, che è la Lega, con cui abbiamo lavorato bene, questa potrebbe essere una soluzione”. “Non ho obiezioni ad un vicepresidente leghista – ha puntualizzato Berlusconi – se il Carroccio ci darà un contributo elettorale”. 

Un’offerta esplicita, a cui ha risposto l’ex ministro per la Semplificazione, Roberto Calderoli: “Appare auspicabile la creazione di un’alleanza per vincere in Lombardia e probabilmente per riuscire a farlo anche a livello nazionale – ha riconosciuto il leghista – Ora il Pdl si dia una mossa, dopo essere stato scaricato e schiaffeggiato da Monti. Noi proponiamo Maroni come governatore della Lombardia e siamo pronti a riconoscere e a presentare Berlusconi come capo della coalizione, ma come candidato premier – ha tagliato corto Calderoli – ci vuole qualcuno che non abbia mai votato i decreti Monti che hanno distrutto il Paese, per fare un esempio un Tremonti“. Una controproposta che potrebbe mettere di cattivo umore l’ex premier.