Calciomercato Inter: a giugno addio Milito?

Calciomercato Inter – In questi giorni l’Inter sta lavorando all’acquisto di un centravanti che possa far rifiatare Milito in quei match, come gli ultimi, in cui il Principe mostra segni di stanchezza. E’ Tommaso Rocchi il nome che con più insistenza viene accostato ai nerazzurri: contratto di sei mesi, poi si vedrà. E si vedrà il da farsi anche per lo stesso Milito, dato che appare tutt’altro che certa la sua permanenza a Milano. Un ingaggio pesante, la politica dei giovani e un Racing di Avellaneda che spinge per averlo sono motivi che fanno riflettere la dirigenza guidata da Massimo Moratti, sempre più attento al bilancio.

Grazie di tutto..o rinnovo? – La notizia è riportata anche da La Gazzetta dello Sport e sono abbastanza chiare le motivazioni che potrebbero portare a decidere di separarsi. 4,5 milioni di euro netti a stagione è lo stipendio percepito dal Principe, ottenuto dopo la magica notte conclusasi con la vittoria della Champions League ai danni del Bayern Monaco. Classe ’79, nel giugno prossimo compirà 34 anni ed il prezzo da pagare per rimanere a San Siro sarebbe lo spalmamento dell’ingaggio: l’argentino andrebbe a percepire sempre la stessa cifra complessiva, ma in un anno in più di contratto. Tralasciando per un momento il fatto che Milito possa accettare o meno, la domanda da farsi è: conviene all’Inter?

Squadra – Già, perchè il centro del discorso deve essere il club. Come spesso si dice, i colori restano, i giocatori vanno. E’ una delle leggi del calcio. Milito ha dato tantissimo all’Inter e ha ricevuto tanto, ma qualche dubbio sul fatto di tenere un attaccante di 34 anni, che certamente toglierebbe spazio a qualche giovane, è naturale che venga. La possibilità di farlo partire c’è: per le prossime elezioni presidenziali del Racing di Avellaneda, Gaston Cogorno, attuale presidente che corre per la conferma, vuole riportare Milito nel club che lo ha lanciato. D’altro canto, l’albiceleste non ha mai nascosto di voler tornare in Argentina a chiudere la carriera. Che sia quasi l’ora dei titoli di coda?

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