Il debutto di Grasso in politica

La notizia verrà ufficializzata questa mattina, nel corso di una conferenza stampa a cui parteciperà anche Pier Luigi Bersani, ma a saperlo sono ormai tutti: Pietro Grasso attaccherà presto la toga al chiodo per occuparsi di politica. A convincerlo sarebbe stato lo stesso segretario del Pd, che in una recente cerimonia istituzionale avrebbe chiesto al numero uno della Dna (Direzione nazionale antimafia) di fornire il suo contributo alla politica italiana.

Una proposta che avrebbe “ingolosito” non poco il magistrato, tanto da spingerlo a chiedere un congedo “per motivi elettorali” al Csm. Grasso, che farà parte del famoso (e chiacchierato) “listino bloccato” indicato da Pier Luigi Bersani, non dovrà sottoporsi al passaggio elettorale delle primarie di fine anno e conquisterà presto (con certezza pressoché matematica) il suo scranno in Parlamento. La sua scelta ha infiammato le immancabili polemiche, contribuendo a inasprire le distanze tra chi considera inaccettabile la “commistione” tra politica e magistratura e chi, al contrario, ravvisa nella “discesa” in campo dei togati l’unico strumento attraverso il quale è possibile auspicare in una riqualificazione della politica stessa.

I precedenti non mancano: da Antonio Di Pietro a Luigi De Magistris, i magistrati che si sono fatti “sedurre” dalla politica hanno sempre guadagnato ruoli di primo piano e hanno contribuito a vivacizzare il dibattito sulla legalità. Come spera di fare anche Antonio Ingroia, animatore del movimento arancione “Io ci sto” che potrebbe candidarlo a Palazzo Chigi. In molti hanno maliziosamente ipotizzato che Pier Luigi Bersani abbia scelto di “corteggiare” Grasso per “oscurare” l’imminente candidatura dell’ex procuratore aggiunto di Palermo, ma a smentire è stato lo staff elettorale del Pd. “Non è nel nostro stile presentare candidature della magistratura ispirate al ‘dipietrismo’ – hanno spiegato da via del Nazareno – Quello di Grasso è un nome giusto da spendere per la sua storia, il suo equilibrio e il suo impegno. Non abbiamo pensato certo a lui per via di Ingroia”.