Pdl-Lega: alleanza in stand by

Il graduale complicarsi del quadro politico nazionale impone tempi stringenti ai partiti in cerca di alleanze. Accade anche al Pdl, tornato a “corteggiare” (con una certa insistenza) la Lega di Roberto Maroni. “O siamo uniti ovunque, o ovunque separati”, ha mandato a dire ieri Angelino Alfano al segretario federale del Carroccio, che in serata ha risposto con un sostanziale “no, grazie”.

“Alla Lega dico: o stiamo insieme in Lombardia e alle politiche, o restiamo separati in entrambi i luoghi di competizione elettorale”. E’ questo l’aut aut consegnato ieri dal segretario del Pdl, Angelino Alfano, ai microfoni di Tgcom24. L’ex Guardasigilli sa che ad ostacolare il “ritorno di fiamma” tra il Carroccio e il Pdl è soprattutto la riproposizione di  Silvio Berlusconi, ma non per questo accenna ad allentare la morsa. Anzi: Siamo in un recupero che ci può portare al successo – ha detto Alfano tradendo un cauto ottimismo – Credo che sia per il bene della Lega un’alleanza tra quelle forze che hanno assicurato stabilità e riforme al Paese”. 

Una mano tesa agli ex alleati, giunta all’indomani dell’offerta prospettata anche da Silvio Berlusconi (che ha messo sul tavolo il vicepremierato per i leghisti), a cui Roberto Maroni sembra però voler chiudere senza troppi tentennamenti. “No, grazie, nessuno scambio, men che meno per poltrone romane – ha replicato il leader del Carroccio – Chi è d’accordo con noi, con i nostri progetti bene, altrimenti amici come prima”. “Quando siamo andati soli, abbiamo sempre guadagnato voti – ha sottolineato il segretario della Lega – Siamo pronti a correre soli sia in Lombardia, dove siamo pronti a vincere, sia a livello nazionale”.