Droga in Francia: legalizzate le narcosale

Legalizzazione delle droghe? Prossima tappa, la Francia. In Italia, nell’immaginario mitologico dei giovani è ancora Amsterdam la capitale internazionale del turismo “da sballo”. In realtà proliferano in molti stati d’Europa quelle che in futuro potrebbero esser chiamate nel Belpaese con il delicato nome di “narcosale”, oppure “shooting room”, secondo la moda anglofona. In Germania, Gran Bretagna, Spagna, Norvegia, Lussemburgo e Svizzera se ne sono già aperte, ed altre stanno spuntando via via in giro tra le città più piccole. La nuova frontiera che il consumo legalizzato di droghe sta varcando in questi giorni, invece, è quella francese.

Droghe legalizzate in Francia: la decisione. – Il ministro della Sanità francese, Marisol Touraine, ha annunciato che a breve anche in Francia, nelle principali metropoli, vedremo a disposizione del pubblico maggiorenne le shooting room, sale appositamente attrezzate sotto controllo medico per poter consumare delle droghe. Ovviamente la decisione non mancherà di diventare un “caso” nazionale, e già nel mondo politico francese si avverte un turbinio di preoccupazione in vista delle elezioni comunali del 2014. I sindaci in carica si stanno raccomandando in massa presso il ministero della Sanità di compiere alla svelta l’affaire, se bisogna farlo, evitando in ogni caso di arrivare alla vigilia della chiamata alle urne, occasione in cui l’ombra dello scompiglio generale scenderebbe sulle varie campagne elettorali di ogni colore, e da varie angolazioni verrebbe certamente strumentalizzata la questione.
Narcosale subito, o mai più, è quindi in sintesi l’accorato appello delle giunte comunali francesi.

Medici a favore della legalizzazione. – A lato di ogni critica che si può ragionevolmente muovere riguardo la decisione del ministero della Sanità francese, è da notare che nelle città, per ora molto limitate di numero, dove il provvedimento è stato già sperimentato (e secondo studi statistici effettuati in particolar modo a Londra), sarebbe diminuita notevolmente la criminalità in giro per le strade. Varie associazioni mediche internazionali, inoltre, stanno studiando e prendendo a cuore il progetto, in quanto il “consumo controllato” di droga, se proprio consumo ci deve essere, limita non poco i rischi legati a virus di cui ogni partita smerciata illegalmente pullula (basti pensare al consumo “fai da te” di cocaina, che oggi tradizionalmente avviene mediante strumenti caserecci come schede telefoniche e addirittura banconote, ovvero covi di microbi come pochi altri oggetti di uso comune). Secondo una certa corrente di pensiero del mondo scientifico, insomma, drogarsi è male, ma ancor peggio è sia drogarsi di nascosto che consentire, ipocritamente, che ciò avvenga di nascosto.

(Nella foto, una tipica narcosala, in questo caso spagnola. Come si può vedere, ricorderebbe vagamente   nell’architettura la conformazione di un internet point, con gli appositi spazi riservati che consentono una certa privacy)