La morte della studentessa violentata cambierà l’India

È morta ieri la studentessa indiana che era stata violentata e picchiata brutalmente da un gruppo di uomini su un autobus. La ragazza aveva 23 anni, ora la sua scomparsa potrebbe aprire dei corridoi di diritto nella condizione delle donne indiane, che vivono in uno stato ancora ancorato a tradizioni vessatorie.

Che cosa era successo – La giovane era stata aggredita con il suo ragazzo mentre viaggiavano su uno scuolabus nei quartieri bene di Nuova Delhi. I due erano stati colpiti ripetutamente con delle sbarre di ferro poi, dopo lo stupro, erano stati gettati dai finestrini mentre il mezzo era ancora in corsa. Da subito le condizioni della ragazza erano parse disperate, quindi il 26 dicembre era stato deciso un trasferimento d’emergenza al Mount Elizabeth Hospital di Singapore. La sua cartella clinica è peggiorata rapidamente ieri, quindi alle 21 locali i medici hanno annunciato il decesso, senza peraltro diffondere il nome, per ragioni di privacy.

Profumo di cambiamento – Da subito questa vicenda aveva scatenato in India un fiume di proteste, che si sono manifestate anche in scene di vera guerriglia civile, in cui è morto anche un cronista locale. Nomi dell’alta società e dello spettacolo si erano schierati al fianco delle donne in un paese in cui, nell’ultimo anno gli stupri sono aumentati del 9% e la violenza contro le donne del 7,1%. La situazione critica, in India, dove spesso le vittime delle violenze vengono additate come “provocatrici”, per scagionare i loro carnefici è stata la benzina che ha fatto scattare sull’attenti anche il premier Singh. Il sottosegretario omonimo degli Interni R. P. N. Singh ha annunciato che dopo questo episodio verrà creata una banca dati pubblicata online, che conterrà nomi e foto di tutti i condannati per reati sessuali. Una vera rivoluzione nel conservatorismo indiano, in attesa che leggi più incisive vengano varate in difesa non solo delle donne, ma anche di tutti i cittadini appartenenti agli strati sociali più poveri, in cui è ancora ben visibile il lascito della vecchia divisione per caste.