Monti a capo dei centristi

ULTIMO AGGIORNAMENTO 7:52

Si sono incontrati in un luogo segreto, lontano dai taccuini e dalle telecamere, e hanno parlato per quattro ore filate nel tentativo di definire i tanti punti irrisolti. Il premier dimissionario, Mario Monti, ha ceduto alla fine alle “lusinghe” dei centristi-moderati decidendo di appoggiare la loro operazione politica. In che modo? Mettendosi a capo di una coalizione che intende vincere i limiti del bipolarismo e le resistenze di lobby e corporazioni.  

Al fianco del Professore ci saranno l’Udc di Pier Ferdinando Casini, Fli di Gianfranco Fini, il neo movimento animato da Luca Cordero di Montezemolo e qualche ministro tecnico “sedotto” dalla politica. Una “cordata” di moderati intenzionati a non vanificare quanto fatto nell’ultimo anno e a centrare i punti elencati nell’agenda Monti. “Si è tenuta una riunione con esponenti politici e della società civile che hanno dato per primi adesione alla cosiddetta agenda Monti – ha spiegato ieri il premier dimissionario nel corso di una conferenza stampa – Ho riscontrato un consenso ampio, convinto, credibile, che mi induce a dare il mio incoraggiamento a tali forze per le elezioni”.

“Accetterò di incoraggiare lo sforzo congiunto di politica responsabile e società civile nelle forme che saranno definite – ha rimarcato Monti – accettando di essere designato capo della coalizione o dando il mio impegno per il successo dell’operazione”. Una disponibilità, quella del bocconiano, che non coincide con la volontà di candidarsi, ma “solo” con l’intenzione di raccogliere intorno a sé i vari soggetti che lo hanno sempre supportato.

“Ci saranno standard e criteri esigenti per la formazione delle liste su cui io sarò vigile“, ha promesso il premier dimissionario. “Al Senato ci sarà una lista unica, provvisoriamente denominata Agenda Monti per l’Italia, ma non so se sarà la denominazione definitiva – ha precisato – mentre alla Camera ci sarà una coalizione di liste”. Al vertice di ieri hanno partecipato anche i ministri Andrea Riccardi, Enzo Moavero Milanesi e Corrado Passera, ma proprio quest’ultimo – stando alla versione riferita dai ben informati – pare abbia alla fine deciso di “sfilarsi” dall’inedita operazione.

 

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