Il cybercrime, una minaccia più forte del traffico di droga

Si sta trasformando in uno dei problemi prioritari non solo per aziende e privati cittadini, ma anche per i governi di tutto il mondo. Parliamo del cybercrime, che è in forte crescita: attualmente nessun utente della rete può considerarsi al sicuro.

Allo scoperto – Un vero affare da 400 miliardi di dollari, che per introiti ha addirittura superato il commercio di droga. Secondo un’indagine del sito jacktech.it, in collaborazione con Stonesoft, azienda leader nella protezione di dati, gli utenti non sarebbero più al sicuro. Utilizzando dei semplici programmi reperibili gratuitamente su Internet, come Nmap è possibile sorpassare i sistemi di sicurezza degli store musicali e quindi anche delle banche e ovviamente dei conti di tutti i privati cittadini, che sono sempre più connessi al web tramite le carte di credito che stanno spopolando. L’ultimo esempio eclatante risale al 6 dicembre, quando un’attacco virale partito dall’Italia aveva fatto sì che un gruppo di hacker riuscisse a rubare 36 milioni di euro da circa 30 mila conti europei.

Il sistema a rischio – E non c’è solo il denaro, tra le mire delle organizzazioni criminali che operano sul web. Infatti partono quotidianamente attacchi informatici diretti ai siti governativi, oltre che a banche e multinazionali. E un altro problema è rappresentato dal movente degli attentatori. Non si tratta sempre di gruppi appartenenti a correnti estremiste, o da servizi di spionaggio, ma anche da individui mossi da ragioni ideologiche, che spesso vogliono vendicare le operazioni di polizia atte a colpire altri colleghi hacker. Così era successo quando era stato arrestato Julian Assange, o il creatore di Megaupload Kim Dotcom.

Nessuno è al sicuro – Inoltre con il diffondersi dei servizi di clouding, grazie ai quali miliardi di dati stanno migrando sulla rete, gli utenti sono sempre più vulnerabili. Unico riparo all’infiltrazione dei malviventi sulle piattaforme online è il continuo ricambio delle password, che devono essere composte da più di 8 caratteri, contenenti non solo lettere maiuscole e minuscole, ma anche numeri e caratteri speciali. Tuttavia non saremo mai completamente al sicuro. Non è possibile proteggere i dati di governi e aziende, figuriamoci i terminali casalinghi. Perché come ha detto il direttore di Stonesoft Jarno Limnell, intervistato dall’inviato di Jachtech.it, “in questo momento gli hacker ne sanno di più rispetto ai responsabili della sicurezza di aziende ed enti.” Per il momento, quindi, non ci resta che rimanere delle facili prede o tornare ad utilizzare mezzi più tradizionali, come carta e penna.