Il messaggio di fine anno di Napolitano: Attenzione ai tagli e alle fasce più deboli

ULTIMO AGGIORNAMENTO 8:45

E’ stato l’ultimo messaggio di fine anno del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, visto che nel 2013 terminerà il suo mandato.
Discorso pronunciato proprio mentre il paese si avvia verso le elezioni anticipate dopo una parentesi rappresentata dal governo tecnico durata poco più di un anno. Nessun giudizio sulle prossime elezioni: “Alla vigilia di importanti elezioni politiche non verranno da me giudizi e orientamenti di parte, e neppure programmi per il governo del paese, per la soluzione dei suoi problemi, che spetta alle forze politiche e ai candidati prospettare agli elettori“.
Ma il presidente si è augurato un miglioramento della politica nel nostro paese: “Nessun proposito, per nobile che sia, giunge alla sua pratica attuazione. Il rifiuto o il disprezzo della politica non porta da nessuna parte, è pura negatività e sterilità. La politica non deve però ridursi a conflitto cieco o mera contesa per il potere, senza rispetto per il bene comune e senza qualità morale“.
Ma il fulcro del discorso è dedicato agli Italiani, alle prime vittime della crisi e alla difficile situazione sociale del nostro paese: “Ricevo lettere da persone che mi dicono dell’impossibilità di vivere con una pensione minima dell’Inps, o del calvario della vana ricerca di un lavoro se ci si ritrova disoccupato a 40 anni. Al di là delle situazioni più pesanti e dei casi estremi dobbiamo parlare non più di ‘disagio sociale’, ma come in altri momenti storici, di una vera e propria ‘questione sociale da porre al centro dell’attenzione e dell’azione pubblica. Le forze politiche sono dunque chiamate ad affrontare con responsabilità e impegno i nodi di una crisi che ha fortemente influito sulla realtà sociale del Paese”.
Un richiamo ai sacrifici fatti dagli Italiani, utili per una riduzione graduale del debito pubblico: “Guai se non si fosse compiuto lo sforzo che abbiamo in tempi recenti più decisamente affrontato: pagare gli interessi sul nostro debito pubblico ci costa attualmente più di 85 miliardi di euro all’anno, e se questo enorme costo potrà nel 2013 e nel 2014 non aumentare ma diminuire, è grazie alla volontà seria dimostrata di portare in pareggio il rapporto tra entrate e spese dello Stato, e di abbattere decisamente l’indebitamento“.
L’augurio per i giovani: “Tra i giovani si manifesti, insieme con la polemica e l’indignazione, anche la voglia di reagire, la volontà di partecipare a un moto di cambiamento. Bisogna offrire ai giovani delle opportunità attraverso politiche pubbliche di istruzione e formazione rispondenti alle tendenze e alle esigenze di un più avanzato sviluppo economico e civile“.
Il discorso di Napolitano tocca altri punti delicati, come la difficile situazione delle carceri, che necessita di un forte impegno della politica e la sicurezza sui posti di lavoro, “condizione anche per il successo di intese volte a elevare la produttività e competitività del nostro sistema economico“.

Matteo Oliviero