Padova: braccialetto per le mamme omosessuali

Qualunque gesto, anche il più piccolo, ma fatto con coscienza e con apertura culturale, può essere importante per la comunità Lgbt che, da sempre, vede i suoi diritti, soprattutto quelli che riguardano il matrimonio, la famiglia, le adozioni, sottovalutati o, addirittura, negati.

Un braccialetto riconosce i figli delle coppie di fatto – È stato un primo passo avanti verso il riconoscimento delle coppie di fatto quello fatto dalla clinica ostetrica dell’ospedale di Padova, dove si è deciso di riconoscere i genitori omosessuali con un apposito braccialetto. Da alcuni anni oramai, dopo il parto, al polso del neonato viene legato un braccialetto con un numero identificativo. Lo stesso numero viene stampato al braccialetto della madre. La clinica ostetrica di Padova mette a disposizione anche un terzo braccialetto che viene consegnato al papà del nascituro.

Il caso – I tre braccialetti sono diversi, oltre che per grandezza, anche per la dicitura che vi si trova scritta: su quello della madre è stampato il nome “madre”, su quello per il papà la parola “padre”. L’ospedale di Padova ha però deciso di rivedere la dicitura di questi bracciali dopo la nascita di una bambina di una coppia lesbica. In ospedale, infatti, si è presentata una donna che si è palesata come la compagna della neomamma. La donna ha firmato il registro dell’atto di nascita che in ospedale era stato sottoposto alla madre ma ha rifiutato di ricevere il braccialetto del papà. E quindi la direzione sanitaria della clinica ostetrica ha deciso di cambiare la dicitura dei braccialetti: da “padre” in “partner”.

Le dichiarazioni del primario – “Ormai non si può più ragionare in modo tradizionale – ha spiegato il primario della clinica ostetrica di Padova, Giovanni Battista Nardelli, che ha continuato – abbiamo preso questa decisione per non offendere la sensibilità di nessuno”.